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Visualizzazione post con etichetta Isis. Mostra tutti i post
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venerdì 20 agosto 2021

#politica #IrancontroiTalebani -Iran da pericolo pubblico ad alleato.

Iran il paese indicato come “il cattivo numero uno” da Israele e dalla Cia e dai media  europei, si schiera contro i Talebani già da fine Luglio, mandando una brigata di duemila afgani rifugiati in Iran che hanno combattuto in Siria contro l’Isis.

martedì 17 agosto 2021

#politica #talebanicomeIsis --Afghanistan e Talebani

Alcuni opinionisti europei e americani sembrano credere nelle parole del gruppo dirigente attuale dei talebani e attribuiscono al frazionamento dei combattenti talebani stragi attuali e future.   Errore grandissimo.

lunedì 6 maggio 2019

#politica #Isis #mondo- Al Baghadi e l'Europa

La comparsa di un video del macellaio al Baghdadi, ci ricorda che esiste ancora il problema Isis per l’Europa. Ma quale sono le strade da seguire ?
Per primo ci si domanda se è viva la figura vista in video e se si, dove si trova. La risposta la devono dare i vari “servizi” di più stati presenti nel territorio.
Secondo problema sta nella necessità che i vari stati europei e medio orientali devono cessare di mischiare la lotta al Presidente siriano Bashar al Assad con quella all’Isis perché l’Isis nasce approfittando di questa lotta e utilizzando in un primo tempo le armi che i vari stati inviavano ai gruppi ribelli, poi assorbiti o eliminati dall’Isis.
Proseguendo con l' armare ancora i cosiddetti ribelli, l’Isis potrà sopravvivere portando una guerriglia continua in tutta la fascia dei paesi medio orientali che si affacciano sul Mediterraneo.
Il Presidente Siriano è uno dei tanti dittatori presenti in questa parte del mondo e i suoi crimini sono pari ai crimini che si commettono nei paesi limitrofi, anche se questi crimini non vengono raccontati e denunciati per economiche convenienze.
Terzo problema è un problema culturale e giuridico. Oggi nei campi profughi la presenza di personaggi dell’Isis, impuniti per i crimini commessi, permette agli stessi con il terrore della loro spietatezza, di esserne padroni e nulla possono fare i controllori curdi.
Occorre che gli stati europei formino in loco una struttura giudiziaria, che proceda a giudicare e punire i rei di migliaia efferate stragi di donne,uomini e bambini, di torture, di stupri di massa, di riduzioni in schiavitù di etnie, di saccheggi nei confronti di chi non voleva accettare di schierarsi con loro. Vedere instaurare la legge necessaria per regolare una comunità sociale e vederla applicare è elemento di cultura perché da alla popolazione locale la sicurezza di una difesa dalla criminalità.
Vi è poi la questione Curda. I curdi presenti in Siria sono organizzati socialmente in maniera diversa dai curdi del Kurdistan. Darli l’amministrazione del territorio da loro liberato nell’ambito di uno stato federativo siriano, darebbe sicurezza alla regione, contenendo le spinte militari della Turchia e di altre potenze e impedendo ogni possibilità di recupero di territorio all’Isis.
Vi è poi la questione dei campi profughi e della loro assistenza e sostentamento fino alla loro chiusura per integrazione nel territorio. Assistenza che la UE si deve accollare per ragioni di solidarietà umana risarcitorie di colpe commesse.
La soluzione dei problemi indicati è l’unica strada possibile per rendere vuote le minacce di un criminale quale al Baghdadi, sia esso vivo che morto, e portare un nuovo piccolo benessere a popolazioni che da molti anni soffrono di una guerriglia crudele condotta da truppe spesso non territoriali.
Agli stati europei spetta la prudenza e la prevenzione, ma non si semini per fini di potere la paura nella società, perché la paura porta alla sconfitta. Tutti gli esseri umani hanno paura, anche gli aggressori con o senza droga. E’ la reazione dell’aggredito che fa paura all’aggressore, sempre. Diciamo all’ora alle popolazioni che se si reagisce si può spesso fermare l’aggressione, se non si reagisce la fuga non ci salva.


venerdì 26 aprile 2019

#mondo #curdi #isis La guerra non è finità !

Riportiamo dalla "gazzetadopovo", un interessante articolo sulla situazione di pericolo nei campi profughi gestiti dai curdi, da parte delle donne dell'Isis che usando l'arma della loro immunità dai crimini a cui hanno partecipato o hanno assistito compiacenti, cercano di ricreare il regime di terrore dell'Isis sui territori conquistati per ritornare a gestire il potere. 
https://www.gazetadopovo.com.br/mundo/militantes-do-estado-islamico-se-reagrupam-e-aterrorizam-campo-de-refugiados-da-siria/