Iran il paese indicato come “il cattivo numero uno” da Israele e dalla Cia e dai media europei, si schiera contro i Talebani già da fine Luglio, mandando una brigata di duemila afgani rifugiati in Iran che hanno combattuto in Siria contro l’Isis.
Allora il vero pericolo internazionale per tutti gli stati è sempre stato l’Afghanistan con i suoi talebani, con i miliziani ISIS fuggiti parte in Africa, parte in Afghanistan che condivicono i miliardi ottenuti dalla coltivazione dell’oppio e la conseguente produzione di eroina, che la coalizione internazionale (vedasi rapporto Cia e campi di oppio) non ha mai voluto distruggere..
Anche in una parte del Pakistan vi è una produzione di oppio da un lato vietata e da un altro lato tollerata, che fa gola ai talebani, ieri e maggiormente oggi. Il Pakistan che da moltissimi anni è un fedele e importante alleato degli Usa, comincia a temere le infiltrazioni dei talebani, così come la Russia che svolge esercitazioni militari in Tagikistan. Gli Usa sanno che il Pakistan ha centrali nucleari e prodotti della centrale e la preoccupazione è grande.
La Cina, che ha ottimi rapporti con il Pakistan e nel mese di luglio ha avuto cittadini cinesi uccisi in un attentato in Pakistan, guarda con grande attenzione, attraverso satelliti e servizi a quello che avviene in Afghanistan e ai flussi di afghani che cercano di entrare in Pakistan.
No l’Iran è stato un pericolo montato senza fondamento, come la povera Cuba, sia per uno sviluppo industriale limitato, sia per una crisi economica in corso, che lo consuma.
La posizione dell’Iran verso il Governo islamico dei talebani, la rimette nelle alleanze internazionali dell’occidente. Se Biden saprà cogliere l’occasione il suo confine con l’Afghanistan può essere un fronte sicuro per fermare i talebani e la ricostruzione dell’Isis anche nell’Africa.
