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mercoledì 27 aprile 2022

#politica #VittimeeNonEroi--La cinica immoralità della guerra

All’inizio della Guerra abbiamo potuto vedere, in trasmissioni Tv, alcune uccisioni immediate di presunte spie e di sciacalli da parte delle milizie ucraine, così come l’impedire ad ucraini di etnia russa di passare nei territori russi e viceversa. 

Abbiamo sentito spacciare una telefonata fra due coniugi innamorati come una “cinica irrisione alle vittime di stupro” e notizie baggianate simili che vogliono alimentare l’odio fra i popoli, come in uno fiction televisiva.

 Nelle guerre le parti si accusano reciprocamente di stragi, rimandano le colpe gli uni agli altri e i colpevoli materiali rimangono impuniti, e se ne faranno un vanto mentre cresce l’odio fra popoli con le sue cieche vendette future.

Sapere chi sono le vittime e da chi sono state uccise diventa difficile se coloro che provvedono alla riesumazione non sono organismi super partes, come la Croce Rossa internazionale e simili. 

Sono queste tutte cose che fanno parte degli orrori della guerra, così come: i bombardamenti, i combattimenti all’arma bianca, le uccisioni causali, l’odio fra gli opposti schieramenti, le torture ai prigionieri e le loro esecuzioni, le uccisioni di civili e altre barbarie.

Gli orrori criminali che le guerre producono, le abbiamo sentite raccontare da vecchi arditi della prima guerra mondiali, che continuavano avere l’incubo delle uccisioni fatte all’arma bianca. 

Le abbiamo sentite raccontare da superstiti dell’armata italiana dell’Asse mandata in Russia con vestiti e armi inadeguate, distrutta e abbandonata nel gelo. 

Lo abbiamo sentito raccontare da figli di armeni scampati dal massacro delle loro famiglie.

Le abbiamo letti, sentiti e visti gli orrori delle guerre in Indocina o in Corea dove si è riusciti ad evitare disastri mondiali, ma dove la parola “democrazia” era usata per coprire la caccia al comunista, il terrore del capitalismo americano.

I recenti ritrovamenti di morti in fosse comuni o in fosse superficiali, sono l’espressione concrete di questa bestialità della guerra, dell’irresponsabilità di chi parla di eroi o di chi esalta azioni cruente di battaglia di una parte contro l’altra attraverso vari mezzi di comunicazione.

Il cinismo di vari capi di governo e di organismi super nazionali nell’esaltare la guerra o nel generarla, li accomuna nel crimine delle morti, delle sevizie, delle distruzioni.  

La storia ci ha insegnato che obbligo morale è trattare prima di arrivare ad un conflitto, perché le rivendicazioni territoriali da noi in Europa sono variate tante volte e che contrattare su di esse, costa meno in vittime e distruzioni, rispetto a conflitti le cui conseguenze si pagano in decenni.

Nelle guerre non esistono eroi, ma solo vittime, consapevoli o inconsapevoli, e il piacere che molti proveranno nell’uccidere l’essere umano, il presunto nemico, li porterà a ripetere la violenza omicida nella società civile e alla ricerca di conquistare con la violenza, il potere..