In un momento drammatico per il mondo e in particolare per l’Europa le cui popolazioni pagheranno con la crescita della miseria, guerra e sanzioni, sembra ridicolo un dibattito su differenziata o termovalorizzatore
Nella prospettiva di una crisi energetica che si farà sentire già con i primi caldi asfissianti tutti noi siamo interessati ad aumentare la produzione o di energia, nelle sue varie forme.Ma anche ragionando solo tecnicamente non abbiamo dubbi nel dire che ai fini del clima e delle necessità energetiche, un termovalorizzatore è una ottima soluzione se saranno rispettati determinati parametri: possibilità di controllo da parte di comitati utenti affiancati da tecnici in qualsiasi momento; controllo continuo emissioni con idonee apparecchiature; creazione di strade idonee al trasporto dei materiali da bruciare senza coinvolgere il traffico locale; idonee facilitazioni economiche agli abitanti presenti in un raggio di 2km.
Perché questa scelta è superiore ed integrativa della differenziata ?
Perché tutto quello che si raccoglie con la differenziata non viene rilavorato e rimane mondezza da smaltire nella indifferenziata.
Il migliore esempio di questa mancata rilavorazione è la plastica: Solo il 20-25 % della plastica raccolta viene rimessa in circolazione attraverso un ciclo di trasformazione. Il problema non esiste per carta e vetro anche se l’aumento del costo energetico suggerisce oggi un modo di riciclo diverso.
Per il vetro, costa di meno che ogni ditta raccolga le bottiglie usate e le lavi e disinfetti piuttosto che distruggerle e rigenerale. Così analogamente per la plastica riguardo alle bottiglie delle varie acque che si consumano tanto in Italia.
Come si vede spesso i così detti “verdi” italiani, seguono solo slogan fuori della realtà o tiritere ideologiche, che forse erano valide anni addietro, ma che oggi la tecnologia ha cancellato.
Presto ritorneremo a pubblicare la puntata che doveva essere conclusiva sull’ambiente ma che le conseguenze della guerra in corso ha modificato.
