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mercoledì 9 marzo 2022

#politica #GuerraeSoldati--L'umanità calpestata dalla guerra.

Chiedere umanità ai combattenti di ambo le parti non è contraddittorio per gli eserciti, ma solo per i comandanti folli.  Nella Prima Guerra mondiale, moltissimi soldati italiani furono fucilati come disertori solo perché in alcune occasioni, o grandi ricorrenze festive, fraternizzarono con  i combattenti

nemici per alcune ore, per poi riprendere a combattere ed uccidersi a vicenda. . Un atto di umanità da non confondere con debolezza o tradimento, perché era il riconoscimento che il mio nemico oggi è un essere umano come me. Ma per i generali italiani e austro ungarici dell’epoca, considerando i soldati come “carne da macello”, era un affronto insostenibile alla loro logica distruttive e quindi i soldati sopravvissuti ai combattimenti successivi all’incontro umano, furono fucilati.

Oggi, l’epoca della comunicazione, questo rispetto umano fra avversari dovrebbe essere incentivato dalla tv, radio, notizie internet, giornali. Ma così non accade. Il nemico è cattivo, disumano, un mostro, così lo decantano in molti anche perché si vendono di più i giornali e si attrae di più ascoltatori o spettatori se si soffia sul fuoco delle così dette “efferate azioni del nemico”, anche se sono notizie create ad arte o incidenti causali di una guerra i cui colpi non feriscono o uccidono solo soldati ma anche i civili.

Colpevoli sono coloro che l’hanno iniziata e prima l’hanno programmata, colpevoli principali perché hanno gettato due popoli in una sofferenza ingiusta che pagano un porezzo di sangue e non i colpevoli che le hanno scatenate.. Ma colpevoli sono anche coloro che potevano evitarla sedendosi fruttuosamente ad un tavolo di trattativa dove si potevano risolvere alcuni problemi reali che situazioni storiche hanno creato. 

Ma i soldati, di qualunque parte sono “carne da macello” per tanti governanti a cui interessa di più distruggere gli avversari, sempre per ragioni economiche, piuttosto che umanamente convivere con gli stessi.     Oggi è troppo tardi per dire:” soldati delle due parti, non ubbidite, gettate le armi  e stringetevi la mano”.