Su molta stampa e su media di vario tipo, sta nascendo l’interventismo per l’Ucraina. Non si vede, ne si capisce il dolore, la distruzione, le morti ingiuste e i ferimenti di tanti esseri umani, e la povertà che una popolazione deve affrontare a causa della guerra ma si proclama a gran voce che è meglio la guerra
ad una pace che può costare limitazioni gravi alla sovranità e alla democrazia di un popolo, ammesso che l’abbia precedentemente avuta.Questo conflitto, come un analisi militare delle forze in campo ci dimostra, non ha soluzioni diverse di una sconfitta dell’esercito ucraino. Ma è interessante capire che le conseguenze saranno ancora pià sanguinose non solo per l’esercito invasore ma anche per il popolo ucraino e difficilmente determineranno la caduta di Putin.
Viceversa un accordo di pace strappato al governo di Putin può permettere l’apertura di un discorso di critica condiviso da vari strati sociali russi nei confronti di chi ha voluto questa guerra di invasione.
E’ molto penoso leggere l’articolo scritto da una certa Antonella Borallevi così come altri articoli che predicano l’interventismo europeo a fianco degli ucraini Nella esaltazione interventista della Borellevi si giunge a paragonare coloro che vogliono trattare per riportare la pace anche a costo di compromessi, sono come Pilato, il governatore romano non simpatico alla popolazione passata e presente ebraica, non tanto per le repressioni di movimenti briganteschi , ma innanzi tutto per aver dichiarato l’innocenza di colui che il sinedrio ha voluto condannare a morte di croce.
Ma ancora oggi è importante dire la realtà dei problemi e distinguere fra colpevoli e innocenti. A questa giornalista(?) e a chi la pensa come lei, non gli diciamo di andare a vivere la guerra con i suoi orrori, ma calcolare quante vite si possono risparmiare, quante distruzioni, si possono evitare, a quanta sofferenza e povertà impedire se con la trattativa si ferma la guerra.
Dopo la pace , il popolo ucraino potrà scegliere quale via intraprendere, non ascoltando suggeritori interessati che vogliono utilizzare il popolo ucraino per i propri fini di potenza.
