.La scoperta di residuati di cocaina in bagni del Parlamento inglese, ci dice come l’uso della droga si espande in tutte le categorie sociali. Si pone cosi il quesito: è meglio combatterla ad occhi chiusi con leggi di divieto o è meglio combatterla attraverso un controllo sanitario dello Stato ?
Nel caso specifico di eletti in Parlamenti o in enti locali e simili, la necessità di sapere chi di loro usa sostanze stupefacenti è un diritto del corpo elettorale.
A differenza di condanne giudiziarie che ne escludono la candidatura, l’uso di droghe da parte dei candidati o eletti in cariche pubbliche, non esclude la candidatura o l’incarico, ma da agli elettori un ulteriore elemento di scelta al pari della conoscenza del redditi dei candidati ed eletti.
Uno Stato libero, non può far mancare questa conoscenza agli elettori.
Ma questo uso di droga in personaggi eletti in un Parlamento così importante come quello della UK, ci dice anche un’altra verità: non si sono studiate a fondo tutte le proprietà negative e positive delle varie droghe, cosa che potrebbe combatterne sia l’abuso, sia l’uso e permettere di controllare anche le sempre nuove sostanze chimiche, spesso devastanti o letali e restringere il commercio di droghe.
Con la proposta di liberalizzazione della cannabis legale, sarebbe necessario che il Parlamento stabilisse l’obbligo per chi ricopre o concorre alle cariche elettive, di presentare un certificato che attesti o non attesti l’uso di droghe e si faccia nascere un gruppo scientifico per lo studio approfondito di tutti gli effetti delle droghe.
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