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venerdì 17 dicembre 2021

#politica #BidenUSA --Biden, un Presidente coraggioso.

E’ coraggioso l’attuale Presidente USA Biden, La sua azione presidenziali si svolge in un periodo che necessita di una grande svolta sociale ed economica degli Stati Uniti per permetterle di continuare ad essere il paese guida internazionale.   Un periodo difficile similare e diverso da quello di Franklin

Delano Roosevelt.     Biden sta dimostrando di volere gestire i problemi interni e internazionali  comprendendo , come FDR ,i cambiamenti da affrontare.  Ha avuto il coraggio di resistere con calma e intelligenza alle accuse assurde di Trump, il primo Presidente americano che ha tentato un golpe contro il Congresso.

Ha avuto il coraggio di ritirare alla scadenza, determinata dal golpista Trump, l’esercito americano dall’Afghanistan, pur sapendo, come lo sapeva il Congresso e almeno un paio di Presidenti precedenti, che il ritiro delle truppe avrebbe causato la caduta di un regime corrotto anche fra capi militari e della sicurezza afgani. Uscita necessaria se si voleva far fermare il proseguire delle vittime  militari americane.  Si doveva procedere rapidamente anche perché i servizi di sicurezza non militari  hanno per molti anni dato indicazioni influenzate dal commercio di oppio e eroina.

Un atto di coraggio che molta parte degli americani non hanno capito anche perché ingannati per venti anni dall’informazione  dei media che, per riguardo ai Presidenti precedenti, non ha denunciato e documentato la vera situazione afgana.

E per gli americani e per l’economia alterata da Trump, ha lanciato un nuovo New Dial di mille e passa miliardi per sanare una crisi sociale latente e una battaglia sanitari contro il Covid che porterà in ogni caso ad un rafforzamento della sanità pubblica per la popolazione, alleviando i costi familiari per le assicurazioni private mediche.

Biden ha con coraggio affrontato il problema dell’ambiente sia a livello nazionale che internazionale.  I disastri climatologici che stanno colpendo anche l’America fanno capire come la negazione dell’alterazione climatologiche trumpiane, portino oggi disastri economici e civili proprio a quella parte delle piccole città che sono stati a fianco dei repubblicani e di Trump.

Nella politica internazionale, il New Deal passa attraverso la comprensione della nuova sfida del mercato globale che richiede un nuovo tipo di politica economica,  similare a quella cinese per la creazione di nuovi mercati e per un diverso rapporto politico e sociale per i nuovi e i vecchi mercati.

Questo induce Biden, come avvenne con FGR, a intessere rapporti con Cina e Russia senza isterismi o sceneggiate.( Ricordiamoci Trump che  a Putin diceva di non tener conto che pubblicamente lo avrebbe trattato male).  Anche con gli avversari si deve dialogare intelligentemente e rispondere con calma ma allo stesso livello quando il dialogo si fa aggressivo, ma non alzarsi mai dal tavolo della trattativa fino a quando non si raggiunge un equo risultato.

La politica del New Deal è ormai necessaria negli USA per correggere  tre grandi  problemi sociali: la questione razziale, la questione economica delle classi sociali, e l’accesso economico alla istruzione.  I nostri corrispondenti da Usa ci hanno dipinto per anni una situazione sociale irreale. Purtroppo per Biden la sfida su questi tre problemi non si vince in un anno, ma si avvia per rettificarla almeno nel secondo mandato

 Il confronto USA-Cina non si vince con una superata nuova guerra fredda. Si vince sul mercato globale superando o contenendo le fluttuazioni del mercato.  In Cina questo è possibile attraverso la funzione che il Governo svolge come arbitro nel gioco del mercato interno e di indirizzo verso nuovi mercati che si creano sulla base di una reciprocità economica.

In Usa, come in tutto il mondo occidentale, il mercato è controllato dal grande capitale che di fatto è l’arbitro ma che è incapace di evitare le crisi economiche dovute ad eccessi di accumulo di grandi capitali in singoli personaggi. 

L’Europa in questi ultimi anni ha evitato crisi economiche dirette per una politica nuova e audace dove il controllo del mercato è stato della Bce che ha impedito a banche e grandi gruppi economici di uscire dai binari di un accumulo regolato.

A Biden, recuperare attraverso la Fed un arbitro del mercato preventivo e intransigente, sarà davvero difficile perché il suo partito come quello repubblicano beneficia dei contributi dei grandi capitalisti che controllano il mercato. Miliardari plurimi, dalle banche alle assicurazioni o delle imprese petrolifere e alimentari che con Trump presidente hanno già perso un primo confronto sul mercato globale con la Cina.

Non sappiamo se Biden riuscirà a consolidare l’economia americana nel mercato globale e a vincere il Covid e stemperare l’odio fra le diverse etnie, ma la sua saggia politica dovrà essere seguita anche dai repubblicani se non vogliono essere ancora battuti economicamente dalla Cina.