Certo Palamara e amici che cercavano di gestire le nomine all’interno del CSM, commettevano un fatto riprovevole, ma assai più grave è quando il magistrato si fa condizionare nelle sentenze da legami con
forze politiche territoriali (anche la mafia è una forza politica territoriale) o da conoscenze con i notabili economici o gli amministratori locali.Gli sbagli nelle sentenze portano a gravi conseguenze per il condannato e sono elementi di sovvertimento della democrazia dello Stato. Ma più gravi sono le sentenze emesse o le indagini affossate per pressioni politiche o pressioni di amicizie personali.
Ora tutti possiamo sbagliare e non c’è modo di evitare errori da parte di un magistrato o di un medico o di un politico o di chi guida un mezzo di trasporto. Per la guida vi è la patente a punti che segna il ripetersi degli errori fino ad essere risottoposto all’esame patente.
Così dovrebbe essere per i giudici a cui non va applicato ne la responsabilità civile, ne penale per le sentenze che altrimenti potrebbero essere alterate da timori nei confronti di chi ha colleggi imponenti di avvocati.
Il sistema semplice che indichiamo è il seguente: di ogni giudice tutti possono conoscere i procedimenti e le sentenze emesse. Dall’analisi degli stessi si potrà capire se un giudice sbaglia contraddicendosi nei procedimenti e sentenze, se è stato influenzato da fattori locali e/o da fattori politici. Questa analisi che potrebbe essere facilitata dall’informatica, sarà elemento di giudizio per il CSM per premiare i più bravi e richiamare chi invece dimostra di non essere degno di essere magistrato.
Altro che Referendum sulla giustizia, referendum che vuole, come in Polonia o in Ungheria o in altre parti del mondo, sottomettere la magistratura al potere politico, affinché la magistratura sia la lunga mano della politica.
