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venerdì 29 ottobre 2021

#politica #ambientetradito -L'imitare l'uso dei crediti di compensazione.

Fra le varie proposte per salvare il clima e ridurre il CO2 emerge sempre di più l’indicazioni di creare nuove centrali nucleari smart che sono tanto belle e tanto buone ma purtroppo formano   scorie nucleari

per le quali si dovrà scegliere se mandarle sulla Luna o su Marte o magari su Giove. in conseguenza al fatto che la plastica usata  formerà basi per montagne e colline artificiali o isole sui mari e su gli oceani. Intanto noi, dovremo pagare il costo della transizione con l’aumento del costo dell’elettricità che nella logica di mercato arriverà a costare quanto costa benzina e gasolio.

Ma oltre la soluzione di distruggere il mondo con le scorie nucleari, vi sono altre strade per raggiungere traguardi per la sopravvivenza del mondo e dell’umanità.

Fin dall’inizio di questa battaglia per salvare il pianeta ha visto sancito un errore economico e sociale: la creazione dei “crediti di compensazione “ che avrebbero dovuto compensare le imprese più rispettose dell’ambiente.     Ma essi sono negoziabili e quindi vendibili sul mercato così i grandi gruppi produttivi che inquinano li comprano a un prezzo variabile per coprire le loro emissioni di CO2, ottenendo di poter continuare ad inquinare e al tempo stesso scaricare il costo dell’acquisto dei crediti sui prodotti e quindi su altri imprenditori che a loro volta li scaricheranno sugli acquirenti. 

Forse è venuto il momento di fissare un limite della copertura dei crediti sull’ inquinamento prodotto, costringendo i grandi gruppi inquinanti ad una necessaria riconversione pena la chiusura o la riduzione della produzione, se come si dice si voglia salvare veramente il mondo e non far crescere le diseguaglianze sociali.