.Un tutta Italia nelle grandi città quando si parla di case Ater si parla di quartieri pieni di delinquenza e di poveri come se i poveri portassero la dequalificazione e fossero autori della delinquenza. Ma non è così. Ancora una volta le strutture amministrative cittadine, i comuni, scaricano ad un tempo la loro
assenza nell’amministrazione di tali zone, strizzando l’occhio all’edilizia privata per non fare loro concorrenza.Abbiamo visto nelle piccole città di provincia che le zone Ater, pur essendo zone non ricche, hanno una tenuta decente e ordinata, senza episodi di delinquenza e violenza continua, anche perché le amministrazioni comunali controllano che chi le occupa siano gli assegnatari individuati dal comune e sono abbastanza pronte per gli interventi necessari al buon funzionamento degli alloggi.
La situazione a Roma è totalmente differente. Complessi abitativi con verdi giardini, con case progettate da architetti di alta professionalità, e costruite da imprese alcune con onestà costruttiva e da imprese invece con prodotti e manufatti non regolari, che potevano essere controllati durante la costruzione, ma che per “distrazione” degli incaricati al controllo, non lo sono state.
Gli Ater delle grandi città come Roma, hanno affidato a centinai di avvocati, a Roma sembra oltre trecento, il compito di inseguire sia gli abusivi, sia i morosi, con cause che per i tempi attuali della Magistratura, portano a risultati scarsi; maggiori i costi rispetto ai ricavi.
Così oggi nelle grandi città, le case Ater sono occupate da un grande numero di abusivi, spesso gestiti dalla delinquenza locale, trasformando questi quartieri in zone pericolose per gli stessi abitanti locali, divenendo vere zone di degrado.
Diventa facile in queste zone, senza controllo da parte dell’Ater, che i più violenti ne prendono il controllo minacciando gli abitanti legittimi, occupando le case dei legittimi intestatari come muoiono sfondando porte e minacciando chi vorrebbe denunciarli. Ecco allora affermarsi il principio che senza uno Stato garante, chi è più violento crea il suo Stato. E’ una legge che si è sempre affermata nella storia.
Molti anni fa oltre sessantanni fa,in molti quartieri di case comunali l’ordine e il rispetto reciproco erano garantiti dai portierato che sapevano tutto di tutti e che quasi sempre impedivano o segnalavano occupazioni illecite, davano segnalazioni rapide dei disservizi che si manifestavano nei fabbricati, impedivano allacci luce irregolari ecc.. Spesso avevano anche il compito di raccogliere gli affitti.
Qualcuno nella dirigenza di queste case popolari ha pensato di risparmiare annullando i portierati, non tenendo conto delle conseguenze che questo avrebbe prodotto: disservizi, abusi, occupazioni illegittime e mancata riscossione degli affitti, decadenza urbana, sofferenza degli assegnatari anche per il mancato accoglimento delle loro segnalazioni di guasti.
Se si vuole sanare la situazione di degrado di questi quartieri, quasi sempre periferici, occorre che Ater e Comune inizino ad affidare a gruppi di guardie giurate la sorveglienza di questi quartieri, cominciando ad affidarli il compito di censire chi ci abita, segnalando le necessità di pulizia e di ripristino dei disservizi su ascensori, su allacci luce, cornicioni e intonaci, illuminazione scale e garage, ripristino di serrature ai portoni ecc. Solo fra due o tre di anni si potrà passare al ripristino dei portierati affiancati dalla video sorveglianza.
Il costo di questa operazione iniziale può essere abbastanza elevato ma consentirebbe alle Ater e Comuni di sanare le periferie, non con operazioni di facciata che durano qualche settimana, ma con un opera sociale che permetterà ai suoi abitanti di poter avere una vita normale negli edifici dove hanno la loro casa.
E ricordiamo che la “casa” è il punto fondamentale di vita di ogni essere umano, e che chi ha piccoli redditi per vivere, non delinque, ma conosce e rispetta la normale convivenza e spessimo è più generoso dei benestanti che hanno sempre il “braccino corto”.
