Ne abbiamo letti di tutti i colori: America sconfitta, il tradimento americano, un America decaduta, ecc.. Titoli fatti per vendere di più e articoli cultural-tragico che vengono letti come si legge un romanzo o un fumettone. Titoli e articoli fatti nella logica rimasta di una guerra fredda vecchia e ormai non più esistente. Ma la realtà è ben diversa.
Fra le grandi potenze, USA e Cina sono cambiati i termini per l’esercizio della supremazia. L’economia globale con lo sviluppo delle tecnologie e l’informatica è inarrestabile e permette di conquistare alleanze attraverso un mercato che permette ai vari stati che la attuano, di avere reciprocità di guadagni e uno sviluppo economico certo. In questo tipo di mercato lo Stato ha il compito di essere l’arbitro per impedire che il libero mercato sia turbato da eccessi del mondo del capitale.
Le guerre con le armi esisteranno sempre purtroppo. Vedasi accordo sul Pacifico dei sommergibili nucleari. Ma più che crisi si può vederle come contromosse: “con la torre ti innervosisco e con il cavallo ti distraggo”.
Le guerre con armi e morti sono ormai lasciate ai piccoli Stati, per scopi locali motivate sempre da interessi economici, coperti magari da un manto religioso o da fanatismi che creano il terrorismo internazionale, o guerre spinte per motivi coloniali di altre potenze o da dittature militari che cercano di resistere pur consumate da crisi economiche irreversibili.
Ma le grandi potenze, USA, Cina e UE, hanno necessità per il loro sviluppo di superare le loro contraddizioni interne, sociali ed economiche, per meglio posizionarsi nel commercio globale.
La Russia e l?india che non hanno saputo superare le loro contraddizioni sociali, politiche e produttive stanno perdendo sempre più terreno in questa competizione economica.
Allora si capisce che l’America migliore ha vinto uscendo dall’ Afghanistan
Il Presidente Biden ha voluto concludere una decisione contraddittoria presa dal suo predecessore solo per motivi elettorali, perché gli permette di ricercare soluzioni migliori dei problemi interni, facendo cessare una politica internazionale vetera che seguiva le logiche di intervento di una guerra fredda ormai priva di utilità, attraverso un organismo a cui si era affidato compiti di sovversione internazionali e di provocare guerre.
Questa America nuova ha capito che risolvere i problemi sociali interni, vuol dire utilizzare il suo grande potenziale economico per estendersi sul mercato globale non con contratti capestro che da anni conosciamo, ne con la semina della corruzione, ne con l’appoggio a movimenti reazionari, ma con accordi commerciali vantaggiosi per le parti e un serio controllo sugli utilizzi dei fondi messi a disposizione di stati esteri per il loro sviluppo economico.
E’ l’America che vuole ascoltare e far concorrere i propri alleati alle decisioni locali e internazionali, è l’America che vuole sconfiggere il Covid con la vaccinazione della popolazione, che vuol far superare gli squiklibri reddituali fra la popolazione e che cerca di risolvere il problema razziale ampliando la partecipazione alle strutture dello Stato di tutte le classi sociali, anche quelle più emarginate.
La vera sconfitta è invece l’ America peggiore, quella guidata da un capitalismo ingordo e sanguinario, che ha trasformato una agenzia di informazione in una associazione eversiva e terroristica; l’America centro meridionale ne è stata la prima vittima, come l’Iraq, o il Medio Oriente o l’ Europa in tanti episodi passati e forse anche recenti fiancheggiando o assistendo estremismi di ogni tipo.
La costruzione di questa Nuova America, non sarà facile ma la manifestazione dei repubblicani trumpianti ieri è fallita e dimostra i suoi caratteri di violenza e di disastro divisiorio fra i cittadini degli USA e le conseguenze di una economia vecchio tipo che scava un solco sempre più profondo nella distribuzione del reddito fra i ricchi e gli altri.
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