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martedì 1 giugno 2021

#politica - Non siamo d'accordo !

No, non siamo d’accordo con le dichiarazioni del rappresentante dei penalisti, che ha qualificato l’operato del Gip per il criminale disastro del Mottarone, che ha rilasciato in libertà, due dei tre indagati, il sig Enrico Perocchio direttore funivia e il gestore, sig Luigi Nerini. Mettendo agli arresti domiciliari il solo capo servizio, sig. Tadini.

Se per sua ammissione il sig. Tadini è colui che ha messo le forchette alla funivia disabilitando il freno di emergenza, è ugualmente vero, per la concordanza delle testimonianze raccolte e degli accertati difetti di funzionamento che hanno portato a bloccare il freno di emergenza che essi sapevano o addirittura avevano approvato o ordinato tale operazione tecnica.

La presunzione di innocenza non va confusa con gli accertamenti necessari giudiziari ne con le testimonianze, che nella loro molteplicità e corrispondenza, ci portano ad una rappresentazione del crimine credibile.

Gli accertamenti tecnici porteranno altre prove, circa la rottura del cavo e del perché l’impianto aveva dei difetti tecnici che il gestore e il direttore hanno sottovalutato dando l’ordine di mettere le forchette. Il disastro è avvenuto non perché il cavo si è spezzato, ma perché il freno era stato bloccato, questo è l’elemento oggettivo del crimine.

Di ragioni per mantenere gli arresti, almeno domiciliari, anche se spesso incapaci di fermare gli incriminati ad alterare prove e testimonianze, specialmente in una piccolo comunità , come vediamo, ce ne erano a sufficienza, ma sembra che il GIP stia seguendo una strada giudiziaria di oltre cinquantanni fa, dove i colpevoli erano solo i lavoratori che avevano eseguito gli ordini impartiti e di cui potevano non sapere le conseguenze.

Usare la presunzione di innocenza come arma per impedire il funzionamento dell’indagine penale è contro la concezione stessa del diritto e la possiamo ritrovare nella storia giudiziari del secolo 19° e in larga parte nel 20° secolo dove la posizione sociale dell’incriminato faceva la differenza.