Non è solo una caratteristica italiana l’uso della raccomandazione, ma e sparsa in tutto il mondo e in tutti gli stati.
Non vi è una classe sociale che non faccia uso della “raccomandazione” per i suoi membri o per gli “amici degli amici”.
E’ evidente che chi maggiormente ne trae vantaggio è la classe economicamente più forte, perché ha più possibilità, grazie ai soldi, di decidere a chi tocca avere un posto, una carica o avere più voti, fare il migliore corso di studi, e anche nello sport-calcio le squadre più vincenti, guarda caso, sono quelle più ricche.
Oggi vediamo che in molte regioni italiane, la vaccinazione è stata fatta su raccomandazione per parenti ed amici di notabili. E rimarranno impuniti raccomandante e raccomandato e funzionari.
E’ ora di rendere se non legale almeno non perseguibile, se non su richiesta di parte, la raccomandazione. Eviteremo le spese per tantissimi processi usati poi nella lotta politica che si concludono per prescrizione.
Potremo dire “ chi non ha mai chiesto una raccomandazione o fatto una raccomandazione, scagli la prima pietra”.
E se guardiamo bene la dinamica sociale della raccomandazione, questa può essere considerata un fattore umano di soccorso per molte situazioni sociali. E’ un arma che può usarsi sia in senso positivo che negativo di giustizia sociale.
Allora perché perseguire i raccomandanti per abuso di potere ? Vediamo invece di non creare situazioni in cui si necessitano raccomandazioni, attraverso un organizzazione della società che possa essere più giusta e aperta a tutti e le raccomandazioni cesseranno.
