Merito di Papa Francesco e dei cattolici della Caritas, aver riportato all’attenzione internazionale il dramma siriano.
La Siria è diventata terra di conflitti come l’Iraq, il Pakistan, la Libia, la Tunisia, a causa di guerre occulte o in campo aperto, portate da paesi occidentali, America compresa, per appropriarsi di ricchezze locali, utilizzarli come base per controllare avversari, tenerli in costante instabilità per fermare l’economia degli stati vicini.
Ma la Siria ha una maggiore importanza geo politica che si riverbera su tutto il Medio Oriente: vi si scontrano due branche della religione islamica, le mire di annessione della Turchia e di Israele su i popoli Curdi e Palestinesi e dei territori collegati degli Armeni, Libanesi , Giordani, e infine chi ha il controllo sulla Siria ha il controllo su Iraq e penisola arabica.
Ora che l’America è ritornata a poter essere leader dell’Occidente, il problema siriano aspetta la sua soluzione. Papa Francesco ha anche una visione strategica internazionale che se ben capita può aiutare a portare pace in vasti territori.
I mezzi per controllare le eventuali azioni belliche del presunto avversario Russia, non hanno più la necessità di essere addossate ai suoi confini, mentre è assai più utile avere una fascia pacificata intermedia vasta più facilmente e tempestivamente controllabile .
Allora occorre portare la Turchia a una situazione marginale e fuori dalla Siria, unificare la Siria in una repubblica federale con dentro la regione dei curdi, cessare la creazione di false milizie di”oppositori” ad Assad che sono state e sono bande tribali armati al soldo prevalentemente degli inglesi( e dei turchi. .
Parimenti occorre l’allontanamento delle truppe degli Hezbollah, con il contemporaneo ritiro degli Israeliani nei confini dello Stato di Israele, la cessazione della sua ingerenza in Libano, Giordania e Siria, e il riconoscimento dell’autonomia e sovranità della Palestina.
Attraverso l’ONU, come per la Libia, si può dar vita ad un accordo per la creazione di un parlamento elettivo ed un Governo che guidi con Presidente Assad il paese, superando l’inutile e devastante trattato di Astana che aveva come fine una divisione della Siria fra Turchia, Iraq e Russia.
Una difficile missione di pace e non di guerra per la vera America ritrovata, che può avere la capacità di realizzare questa pace nel medio oriente, anche per la qualità del nuovo Governo e del Pentagono.
