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mercoledì 14 ottobre 2020

#politica #sviluppoItalia --Una Confindustria pericoloso per l'Italia.

Il programma di sviluppo industriale presentato da Bonomi sembra essere stato scritto cinquanta anni fa. E’ la politica che gli industriali hanno goduto attraverso molti governi della DC e dei craxiani  e poi con Berlusconi per venti anni;

una politica che ha permesso la conservazione di una burocrazia inefficiente incapace di controllare, il mancato adeguamento degli uffici statali ai livelli della Germania o della Francia o di altri paesi europei minori, una concentrazione industriali al nord dell’Italia attraverso sempre efficienti e nuove linee di comunicazione, il mancato sviluppo di linee veloci di comunicazione nel sud d’Italia e la conseguente mancata creazione di poli produttivi. E a Bonomi tutto questo non basta, vuole una scomparsa dei sindacati e la libertà di licenziare come e quando li pare, ritornando al concetto di una mano d’opera in condizioni di schiavitù.

Ora un programma simile dimostra che chi lo ha scritto e infiocchettato con espressioni dolciastre non è un imprenditore che si è fatto da se, ma eredi incapaci di aziende che non riescono neanche a tenere più in piedi con lo sviluppo tecnologico e informatico e con l’evoluzione del mercato in globale.

Bonomi dovrebbe dimostrare di essere un leader capace, guidando la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e portandola a conclusione con un accordo che soddisfi le necessità delle parti. Ma non crediamo che sia capace.

Chiudiamo ricordando a Bonomi che grandi imprenditori italiani e non italiani hanno capito che la redistribuzione più giusta del reddito fra imprese e lavoratori e il riconoscimento della dignita umana e sociale dei lavoratori rende più forte le aziende permettendo di eccellere.