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mercoledì 7 ottobre 2020

#politica #Mosemalaspesa - Mose, ora si, ora no !

Ieri e l’altro ieri l’acqua ha ricoperto Venezia per circa 97-98 centimetri. Sono state rimesse le passarelle e gli stivali, come sempre. San Marco e le molte cose notevoli di Venezia continuano ad assorbire umido salato che corrode pietre e pavimenti.    Ieri e l’altro ieri  non c’era il Sindaco a decantare il Mose, ne il Presidente del Veneto Zaia,  ne il

gruppetto dei costruttori che hanno fatto spendere allo Stato molti miliardi per questa opera definita “faraonica” forse perché tomba dei soldi degli italiani.      Vorremo tutti capire, veneziani e contribuenti italiani, perché il Mose non blocca sempre il livello delle acque quando questo supera il livello di Venezia.     Che differenza c’è per la città se il mare cresce, 50 o 90 o 110 cm sopra il livello dellla città e quando supera i 125-130cm.     Forse perché le botteghe dai prezzi spaventevoli vengono allagate se supera a 120 cm?      Ma Venezia è una città con stradine e piazze e ponticell che sono tutte opere d’arte e le fondamenta palafittiche già messe a dura prova dalla onda d’urto delle immense navi crociera che entrano nel porto, pian piano affondano di più.      Che ne sarà di Venezia fra 30 o 50 anni anche in funzione dei cambiamenti climatici?     L’Italia ha speso già miliardi per questa costruzione e altri dovranno essere spesi per finirla. Gli italiani vogliono che il Mose sia sempre sollevato quando l’acqua può superare il livello cittadino.      E poiché l’UNESCO ha dichiarato la città e la sua laguna, patrimonio dell’umanità, può il Ministro Franceschini  imporre l’innalzamento del Mose ogni volta che il livello del mare supera il livello di Venezia, cosa necessaria per la conservazione di questa perla d’Italia.