Di Maio un Ministro Esteri distratto allontana l'Italia dal medio oriente. Tranne una telefonata del Presidente Conte e l’invio di una squadra di tecnici l’Italia è assente e lontana dal dramma libanese di Beirut. Normalmente, anche un attaché di ambasciata sa che per una tragedia del genere, in un paese che si tiene in
equilibrio fra Siria, Giordania e Israele, in un medio oriente che brucia conteso da più potenze, la solidarietà dell’Italia al Libano è il minimo che un Ministro degli Esteri dovrebbe sapere fare.Il Libano ha accolto oltre un milione di profughi con un costo non coperto dai contributi della solidarietà internazionale. Ma l’Italia è colpevolmente assente, sia diplomaticamente, sia umanamente.
Già sono cominciati i depistaggi: sullo scoppio, sugli sciiti che hanno usato spesso questo ammonio contro Israele. Un indagine seria dpvrà tenere in considerazione episodi precedenti di esplosioni a distanza già avvenute in Iran, Siria, Iraq, modalità dello scoppio, chi abbia avuto interesse a far scoppiare il deposito e eventuali casualità.
Vedremo se le indagini saranno o non, pilotate. La presenza degli italiani come forza di interposizione fra Israele e Libano potrebbe con le riprese satellitarie, aiutare a smascherare i colpevoli di questa strage che causa elementi anche di uno squilibrio internazionale
Intanto è importante che l’Europa spinta da Macron aiuti economicamente e umanamente il Libano
Ma ritorniamo a Di Maio e alla sua sostanziale assenza di Ministro degli Ester,i incapace di portare la presenza positiva dell’Italia sulla situazione internazionale. Non basta la chiacchiera ma occorre anche il cervello.
