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mercoledì 10 giugno 2020

#politica #partiti l'ora della verità per @M5S.

    Se il Movimento Cinquestelle vuole sopravvivere come partito progressista, deve staccarsi dal suo proprietario, il signor  Giancarlo Casaleggio e dalla destra estremista e mussoliniana di Di Battista e Paragone e seguire invece i consigli di un Grillo deluso, ma tornato alla realtà della storia.

    Di Maio ha mostrato tutti i suoi limiti di “capo del movimento”. Non è all’altezza perché la sua interiorità ideologica non gli permette di vedere la comune realtà di tutti i giorni, di chi lavora sia nelle fabbriche, sia negli uffici, ne capisce molto dell’economia di un paese. Va bene come Ministro degli Esteri, come un formale dialogatore. Ma fare il Segretario di un partito ci vuole dell’altro. Crimi e buona parte degli eletti dei 5Stelle, ora che si sono formati, promettono bene come giovani politici. Possono avere un seguito politico anche personale che manterrà i 5Stelle nella percentuale buona del 15-18%.
   Oggi insieme ad un Partito Democratico, che ritrova lentamente ma concretamente, un consenso elettorale verso il 25 %, i cinquestelle con Conte posso portare a termine la legislatura capendo che l’economia e la politica vogliono risposte che sono dinamiche e non rigide, in continua evoluzione al variare delle realtà produttiva e dei bisogni sociali.
    I cinquestelle oggi devono scegliere fra la realtà e la dogmatica, e se scelgono la realtà diventa meritevole, a livello elettorale, la capacità di riconoscere proprie posizioni sbagliate prese e andare avanti migliorando le condizioni degli italiani.