Non è la prima volta che Sgarbi si immedesima in una tragicomica. E’ la simbologia di una vita artistica romanzata. Mesi fa lo abbiamo visto in un filmato sdraiato a terra e poi camminare barcollante sostenuto da una figura femminile in un bar-di una autostrada.
Allora lo Sgarbi ha accusato di avere avuto un malore di stomaco, giorni fa al mare, forse un altro malore di stomaco. Sig. Sgarbi, bisogna stare attenti al cibo che si mangia ! Pensiamo, e non crediamo di sbagliare molto, che la causa sia proprio di un consumo di cibi messicani, così piccanti che danno una sensazione di forza e grandezza inesistente, che a volte se mangiati con abbondanza, superata l’eccitazione ti riducono ad un sacco di paglia bagnata, che non riesce ne a stare in piedi, ne a galleggiare.
Non crediamo che un artista di qualunque tipo possa mangiare troppo cibo messicano, perché la creazione dell’arte e della politica passa attraverso la meditazione, il silenzio, la visione interna artistica che il cibo messicano o simili, troppo caricati, non può dare. Poi da una certa età in poi, può avere profondi effetti negativi. E’ una leggenda dell’ottocento che l’artista sia un bevitore di assenzio, o un mangiatore di cibi piccanti. Pensiamo a Leopardi, pensiamo a Elio Vittorini, e ai tanti altri a cui tutti sanno dare i nomi. Per fortuna che gli episodi sono finiti in commedia, ma consigliamo di mangiare cibi sani.
