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giovedì 25 giugno 2020

#politica #consumatorieenergia Mercati monopolistici esistenti per luce e gas.

       Ritorniamo su i prezzi ingiusti che si pagano in bolletta gas o luce e che non calano veramente mai, perché è il momento che l’Italia si liberi da normative di favoreggiamento clientelari e fra queste da due voci relative alle bollette energia che danno un maggior ingiusto guadagno a chi opera un monopolio nel trasporto e nella distribuzione del gas e della elettricità.
     Queste voci sono :” SPESE PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE” e “SPESE PER ONERI DEL SISTEMA”. In post precedenti su Twitter avevamo denunciato come ARERA tace all’ AGCM e al Governo la grave situazione a danno dei consumatori e imprenditori, con un mercato che si dichiara libero ma che dipende da un mercato monopolistico. E ricordiamo come conseguenza della creazione di triplice mercato dell’energia (come vedremo più sotto), il costo luce e gas è superiore ai livelli europei con danno alle imprese e ai consumatori.
     Saremo un poco lunghi per spiegare a tutti i termini del problema a causa di un ciclo distributivo artificialmente diviso su tre piani.
     L’ELETTRICITA’ è prodotta oltre il 90% in Italia dall’ENEL e da altre aziende minori in centrali termiche (a gas o a carbone), idroelettriche e altre fonti e in piccola parte importata (10%circa) Il GAS invece è totalmente importato dall’estero.
          Per l’ELETTRICITA’ la RETE DI TRASPORTO NAZIONALE è in mano a TERNA (85%circa) più società minori e le RETI DI DISTRIBUZIONE LOCALI alla Società E-DISTRIBUZIONE(maggioritaria)e ad altre società minori che operano praticamente in regime di monopolio.
        Sempre per l’Elettricità abbiamo le SOCIETA’ DI VENDITA (chiamate anche Fornitori) che stipulano contratti di vendita in proprio di gas e luce, ai clienti (imprese e utenti).
          Ma chi comanda il mercato elettrico non sono le Società di Vendita che stipulano i contratti con imprese e consumatori, ma le società che controllano le Reti di Distribuzione nazionali e locali  che gestiscono i contatori e indicano i consumi da addebitare ai clienti finali e gestiscono i guasti.
          Come si vede chiaramente non esiste un mercato libero dell’elettricità, ma esiste un monopolio locale e nazionale che impone costi eccessivi per la manutenzione, trasporto locale e nazionale che nessuno controlla sotto la voce “Spese di trasporto e gestione del contatore” .
          Accanto a questa voce, la voce “Spese per oneri di sistema” che sono veri e propri costi di gestione che dovrebbero essere a carico dei distributori e trasportatori, stabilite nel lontano 1976, per finalità varie.
       L’organizzazione per il GAS è simile. Non vi sono produttori di gas visto che viene tutto importato ma esiste una rete di gasdotti e oleodotti, nazionale e locale: 
       Quella nazionale è in mano a SNAM RETE GAS che controlla il 94% DELLA RETE e quindi anche per il Gas vi è un mercato di monopolio nel TRASPORTO NAZIONALE e LOCALE e un semi monopolio nelle RETI LOCALI DI DISTRIBUZIONE utenti dove la parte maggiore sta in mano ancora alla SNAM (22%circa) insieme  a RETIITALIA (16%circa) ERA (7%circa) + altre minori con reti locali che operano in semi monopolio.
         Anche nel GAS le SOCIETA’ DI VENDITA o FORNITORI hanno solo il compito di contattare i clienti, consumatori e imprese, e fare contratti rivendendo il gas acquisito dalla azienda che gestisce la rete locale di distribuzione che sovraintende alle strutture distributive tecniche per guasti, gestisce i contatori e indica i consumi dei clienti alle società di vendita.
         Tutto questo meccanismo sembra un bel gioco per aggirare la realtà di monopolio della rete distributiva, mascherandola con le società di vendita.
        Ma la zampata monopolistica sta nella voce “SPESE DI TRASPORTO E GESTIONE DEL CONTATORE”.
            Ora dato il tipo di produzione-trasporto sia per l’Elettricità, come per il Gas, che è in base  agli impianti attuali e alle tecnologie essenzialmente monopolistico, occorre che lo Stato provveda a controllare il costo che viene addebitato all’utente per il cosiddetto TRASPORTO e GESTIONE CONTATORE. Infatti esso ha in se la somma dei guadagni per il Trasportatore Nazionale, per il Trasportatore Locale e per il Distributori di zona oltre ai costi effettivi di gestione. A pagare questo mostro economico è il cliente,consumatore o imprenditore.
         Quale soluzione porre ? Dato i super guadagni delle società che operano come Trasportatori Nazionali, trasportatori locali e distributori al cliente sono dimostrati nei bilanci del 2019, un primo provvedimento può essere trasformare le “Spese di Trasporto e di gestione contatore” in un importo fisso calcolato in base ai costi ed ai ricavi di queste aziende dal Governo , suddiviso in tre scaglioni: consumatori, imprese con alto consumo, e imprese che utilizzano il gas per alimentare le centrali elettriche o la elettricità per alimentare la rete dei gasdotti.  Così facendo si marginerebbe il costo per consumatori e imprese piccole, medie e grandi, portando un elemento fondamentale di costo per tutte le imprese, il costo energetico, a livelli più vicini a quelli dei costi europei favorendo le industrie italiane e il consumo individuale. In attesa di creazioni di consorzi di trasporto energia nazionali e consorzi di gestori reti locali e Società di vendita di energia.
         Per quanto riguarda le “ Spese per oneri di sistema” questa dovrebbe essere o eliminata lasciandola a corico come spesa di sviluppo economico e tecnico, proprio dei costi di gestione di chi gestisce le RETI a qualunque livello in regime di monopolio o semi monopolio.
        Al Governo il compito di modificare questo peso economico ingiustificato che grava sul reddito dei consumatori e delle imprese ed è fonte di scompenso nella distribuzione del reddito nazionale.