In questi ultimi mesi si sta intensificando l’azione di Trump per avere un suo partito repubblicano personale che lasci fuori i big storici nazionali e i big dei vari stati locali. L’operazione era cominciata già prima dell’impeachment come tutti i presidenti, repubblicani e molti democratici sono soliti fare. Ma con l’aumentare del fallimenti nella sua politica ha cominciato ad allargare la cerchia personale repubblicana alternativa a quella del partito repubblicano contendendo non solo su candidati e posti ma seminando negli stati americani una sua struttura, finanziata con i soldi di alcuni miliardari repubblicani che vedono con Trump crescere i loro guadagni a danno di altri miliardari e milionari repubblicani che invece ne pagano il fallimento.
Per fortuna che per età e per condizioni sanitarie e per capacità limitata nel ripetere i soliti suoi schemi di attacco senza tenere conto dei rapidi mutamenti della realtà economica e sociale e degli eventi improvvisi naturali, ormai è scontata la sua caduta, che verrà pagata dal Partito Repubblicano con perdite al Senato, se non provvederà a lasciare Trump al suo destino e lanciare una politica alternativa al Presidente.
