Gli ultimi dati noti sul numero delle RSA e RA nelle varie regioni sono del 2012 e anche giornali con bravissimi giornalisti non ne hanno trovati, mentre si può sapere attraverso dati finanziari della BnpParibas, di Ubi Banca e altre Istituzioni bancarie la crescita degli investimenti immobiliari e i rendimenti tra il 6 e il 7% nel settore RSA e RA privato.
Un documento dell’organismo “Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome del 11 Aprile 2020 ci da un elenco dei disastri nelle varie regioni subiti dalle RSA e RA. Ma non troviamo la risposta al quesito: “Quante RSA e RA funzioni in Italia e quante siano le senior Housing e chi sono i proprietari, quali prestazioni diano e con quale personale e le caratteristiche medico assistenziali”.
Ci affidiamo allora ad un indagine della SPI-CGIL con dati estrapolati da varie fonti del 2012 e di due documenti AUSER con dati estrapolati del 2008.
Le RSA che sono affiliate al Sistema sanitario nazionale dovrebbero essere circa 3374 mentre tutte le altre dovrebbero essere circa 3015 fra RA e Senior-hausing.
E qui ci fermiamo con le cifre date da Auser, da Spi CGIl e da giornali finanziari a cui rimandiamo, ma è interessante vedere che c’è una corsa del privato in queste strutture che danno un forte saggio di investimento. Non a caso le regioni del nord e del centro hanno un più alta presenza della proprietà pubblica, mentre nel sud prevale fino al 60 % la proprietà privata.
Ora il SNS paga delle rette a circa 3374 RSA.
Tutti gli italiani dovrebbero conoscere le cifre pagate e a chi sono state pagate, e quali servizi danno alle persone ricoverate con quanto personale a disposizione e le condizioni di abitabilità della RSA. Per legge sembra essere compito delle Regioni, che possono però stabilire diverse condizioni in materia e sembra che dovrebbero fare i controlli.
Di certo le norme sono vecchie degli anni 90 ma oggi la sopravvivenza degli uomini e delle donne è aumentata di 5 punti percentuali circa e quindi dovrebbero, essendovi più anziani essere aggiornati sia per gli aspetti sanitari e assistenziali obbligatori sia per il maggior numero dei richiedenti. La SSN dovrebbe avere i dati delle RSA affiliati al servizio sanitario e forse dovrebbe controllare le condizioni presenti nelle RSA eRA che usufruiscono dei suoi rimborsi. Infine le Prefetture, responsabili dell’ordine pubblico, dovrebbero effettuare controlli perché condizioni igenico sanitarie fanno parte dell’ordine pubblico.
Crediamo che sia giunta l’occasione da parte delle Regioni, SSN e Prefetti di disporre un censimento, accurato, di quanti RSA, RA,e case anziani siano a gestire questo traffico di vite umane che hanno il diritto, per la dignità umana di ciascuno di loro, che deve essere rispettata fino alla loro dipartita e non trasformare queste attività in forme di traffico commerciale di persone.
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