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mercoledì 20 maggio 2020

#politica #inchieste Il gioco del "quanto guadagna chi?"

     Vi è un gioco degno della peggior editoria: improvvisamente ci si incuriosisce di quanto un attore, un uomo della politica, un musicista, un cantante ha guadagnato facendo uno spettacolo o partecipando ad un social e simili.
     La domanda a cui segue la risposta nello stesso articolo, o post e simili, ha lo scopo di suscitare un sentimento di invidia per chi legge o per chi ascolta e un conseguente inizio di antipatia o di accentuare l’antipatia sociale o politica nei confronti del “chi”.

     E’ una delle tante tecniche della comunicazione negativa e forse è la più vecchia, ma per le persone meno accorte fa scattare l’equazione invidia= antipatia= distruzione della socialità.
      E nasce il pensiero “quello in mezza ora guadagna diecimila euro io ci metto dieci mesi di lavoro”.
      Ma la disuguaglianza economica non nasce da questi compensi che riguardano lavoratori che non hanno introiti fissi ma a prestazione saltuaria.
      La disuguaglianza economica nasce invece da chi non paga le tasse o ne paga meno del dovuto, sfrutta il lavoratori pagandoli poco e magari in nero e cose simili.
      Ora se ragioniamo in questi termini il miglior modo di sapere chi ha percepito somme eccessive  per il tipo di lavoro svolto, lo apprendiamo dagli elenchi della denuncia dei redditi unito al tenore di vita del soggetto e dalle attività economiche in cui opera.
      Se qualcuno vuole eccitare in noi l’invidia sappiamo che è la persona che si vuole approfittare di noi per raggiungere un suo scopo che senza meno sarà utile solo a lui.