E’ incredibile che in Italia si gioisca della vittoria di un criminale libico, Ahmed al Dabbahi, detto "Zio"condannato dall’Onu come trafficante di essere umani nel 2018, a capo di una tribù che grazie alla riconquista della costa fino a Sabrata ha ripreso a mandare barconi di migranti allo sbaraglio nel mare.
L’Onu continua a riconoscere il governo di Al Sarraj che si avvale di una milizia efferata guidata da un comandante che lo stesso ONU ha indicato come criminale. Poveri noi, se l’ONU continua ad operare non come organismo indipendente ma come sottostazione degli Stati Uniti guidati da Trump. Altro che ordine e pace nel mondo, l’Onu così guidata perde credibilità ogni giorno di più:
I nuovi carichi di migranti servono ad al Serraj per chiedere altri soldi all’Italia, visto che controlla il gasdotto Eni e che i soldi che li venivano dalla ADNOC sono finiti, avendo chiuso Haftar la produzione petrolifera e la Turchia sempre più in crisi, non ha più molti soldi da dare alla Libia.
Leggere su agenzie varie e su alcuni giornali come positiva questa riconquista della costa da Tripoli a Sabrata da parte dello “Zio” e della sua tribù ci deve invece fare preoccupare per i ricatti nei confronti dell’Italia che sono ripresi dopo un periodo di latenza per la guerra in corso.
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