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martedì 21 aprile 2020

#politica @ Coronavirus, la scuola e il lavoro da casa.

   Quando una soluzione tecnica porta vantaggi economici e sociali, diventa inarrestabile. Così è per il lavoro da casa e per la scuola.  Il lavoro da casa è senza meno per tanta parte dei lavori impiegatizi privati e pubblici, un metodo che fa risparmiare il datore di lavoro e il lavoratore. Il primo per un maggior rendimento e per una diminuzione delle spese generali, il lavoratore per un recupero del tempo di viaggio casa-ufficio-casa e il corrispondente costo
del trasporto nonché un possibile risparmio rispetto ai lavori di pulizia che si possono fare durante l’orario di lavoro. Vi saranno dei turni per i lavori a casa e la presenza negli uffici, ma in ogni caso un beneficio per tutti perché diminuirà la percentuale di chi deve andare in ufficio giornalmente, meno auto sulle strade e inquinamento ridotto.
Discorso simile per l’insegnamento per le scuole secondarie che vedranno più giorni con insegnamento a casa e altri a scuola dove le lezioni a scuola potranno protrarsi in turni anche il pomeriggio per esercitazioni tecniche e sportive secondo scelte locali.
Diventa diverso per scuole materne e infanzia ed elementari che non potranno essere se non fisicamente nella scuola, salvo prove di didattica a casa per le elementari, nonché l’introduzione dell’uso dei mezzi informatici per lo studio.
Per le scuole medie si tratterà di  trovare un equilibrio che permetta di prepararsi ad un insegnamento sostanzialmente tramite la didattica a distanza.
Per le università la prevalenza e lo sviluppo dei corsi online comporterà meno costi, per la possibilità di seguire i corsi anche in cittadine distanti dalla sede universitaria  riservando a pochi giorni una presenza in sede.
Dall’organizzazione ampia del lavoro da casa e per le università e le scuole secondarie si potrà avere un beneficio climatico per le grandi e piccole città per il traffico ridotto e i costi famigliari ridotti.