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martedì 3 marzo 2020

#politica Divisionisti italiani alla ribalta o alla ribalda ?

       In questi giorni gravi per l’Italia a seguito della propagazione del nuovo virus di cui la scienza cerca di capirne di più, escono alla ribalta chi semina divisione e falsi problemi sociali.

       Leghisti di varia qualità si permettono di insultare altri italiani e stranieri perché giustamente si preoccupano degli arrivi di italiani del nord provenienti da regioni in cui il virus si è più sviluppato.
       Pure dal mondo dello spettacolo diseducativo,  si permette, forse per continuare a fare spettacolo, di lanciare proposte di sabotaggio contro città italiane colpevoli di chiudere le”mura di cinta” a chi viene da zone a rischio.
       Poi vi sono gli stacanovisti del lavoro, che pensano che il pericolo del contagio sia una montatura dei “terroni sfaticati” che non sanno fare formaggi o prosciutti come li fanno loro, e quindi con incoscienza  chiedono di poter riprendere a fare prodotti che gli acquirenti di ieri sono titubanti di prenderli oggi.
      Infine coloro che con buonafede ma sbagliando, insorgono contro le statistiche che dicono come le morti riguardano anziani e ultra anziani. La morte è sempre un evento triste ma è un evento inevitabile e qualche volta liberatorio per chi non si riconosce più guardandosi allo specchio e non può ragionevolmente avere un futuro. Si la morte è una “livella”, ma è una cosa tragica quando colpisce chi ha ancora tanto futuro in cui sperare e sognare. 
      La statistica ci indica la “speranza di vita” che purtroppo oscilla fra gli 81 anni (uomini) e 85 anni (donne). Si c’è chi arriva anche a cento anni e di più, ma sono solo eccezioni per pochi e a volte se ancora ragionanti, desiderosi di andarsene. La vita umana ha sempre un inizio e una fine e questo, tralasciando fantasie e leggende, è qualcosa di immutabile.