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martedì 25 febbraio 2020

#politica #mondo @Presidenziali in @USA

Presidenziali in USA.

      La conferma del gradimento della candidatura di B. Sanders fra i democratici, dimostra che in USA la politica economica di Trump, un imprenditore miliardario, sta creando un disastro sociale.
      La crescita dei guadagni di alcuni grandi gruppi industriali, crescita non controllata nei parametri sociali, l’abbassamento della qualità della vita in una sempre maggiore fascia di lavoratori, l’insicurezza contrattuale, l’amento del costo della vita, la mancanza per una fascia amplissima di una copertura sanitaria, il peggioramento della qualità dei prodotti alimentari destinati ai ceti più svantaggiati economicamente, si fa sentire nella maggior parte della popolazione.
      In Usa si sta spaccando la classe lavoratrice in alcuni tronconi: un ceto ben retribuito e professionalmente altamente qualificato, con un reddito medio elevato, che si preoccupa dell’inquinamento ambientale e di gestire un proprio tempo libero; un ceto con retribuzione appena sufficiente, che con difficoltà riesce a coprire le assicurazioni sanitarie e il costo dell’istruzione superiore dei propri figli; un ceto, il più grande,che ha precarietà lavorativa e salari che non riesce a coprire le spese primarie degli affitti, che porta ad acquisire alimentari non di qualità, non permette coperture sanitarie e non ha possibilità di portare agli studi superiori i propri figli; un ceto della provincia agricola, il meno qualificato lavorativo e culturalmente che è su posizioni di conservazione e regressive sociali.
      Il Partito Democratico USA non è sostanzialmente un partito progressista come lo si intende in Europa. L’ultima sua eccezione, Obama, un progressista sociale, è ben lontano dai Clinton e in particolare da Hillary Clinton. In politica estera i democratici hanno una politica assai simile ai repubblicani.
     Ora il successo attuale di Sanders, un socialdemocratico europeo, si basa su posizioni pur moderate ma aperte sul clima, sulla sanità e su una politica estera che ha ampi margini di rispetto per gli altri stati, dall’america latina al medio oriente. Tutto questo porta scompiglio in un partito che non è mai stato veramente socialdemocratico e che è legato a settori economici che dettano il tipo di rapporti internazionali per gli USA.
      Sarebbe allora positivo che i Democratici USA cogliessero l’occasione di un cambiamento della loro politica interna e internazionale, combinando un accoppiamento alle presidenziale di una figura come Sanders con la sua politica socialdemocratica e la figura di un personaggio dell’apparato democratico di garanzia come la  Nancy Pelosi che ha condotto molto bene la battaglia per il giusto impeachment di Trump.