La
prima ragione dello sgonfiamento della Lega sta che le “ciarle”
ammannite agli italiani da Salvini, erano capaci solo di illudere un
ceto sociale debole e quindi disperato, che può credere alla
bacchetta magica dell’uomo forte
o correre dietro la bandiera del
vincitore, ma se non vede risultati dalle “grida” lanciate da
Salvini, a poco a poco lo abbandonerà.
La
seconda ragione sta nella qualità dei politici della Lega. A livello
di Sindaci la qualità è molto scarsa e lo dimostra l’infiltrazione
mafiosa in tutte le zone nord, molte controllate dalla Lega così
come la scoperta di un inquinamento del nord simile a quello di
alcune zone del sud.
Credere
che ronde o l’intolleranza contro i migranti e l’incapacità di
utilizzare questa forza lavoro per far crescere l’economia dei
territori, possono inizialmente illudere l’elettore ma se non si
risolvono i suoi problemi economici presto lo si perderà.
Dimostrazione di questi limiti sono le sparate razziste, le uscite
antisemite, che come in un gioco questi sindaci, poi falsamente, si
scusano.
A
livello nazionale e parlamentare tranne pochi elementi, i rimanenti
si barcamenano fra lo scandalo Russia tangenti, e indagati per
rapporti con mafie e urla e schiamazzi nel Parlamento
controproducenti.
No
la politica è un’altra cosa. Essere politico vuol dire presentare
come partito un piano di politica economica capace di risolvere i
problemi contingenti, di dare sviluppo, non permettendo o premiando
l’evasione fiscale, ma diminuendo il prelievo fiscale dai redditi
dei lavoratori, e andare invece a scovare chi si arricchisce a spese
di un lavoro mal pagato o in nero, o altera le merci prodotte per
risparmiare, seppellendo e disperdendo nel territorio i prodotti
inquinanti della produzione.
Ecco
alcune delle ragioni per cui la Lega e Salvini ritorneranno alla
percentuale da cui sono partiti.
