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sabato 11 gennaio 2020

#politica#utenti @Utenti del gas e del'elettricità protestate!

        In Italia dopo il fallimento della difesa degli utenti dei servizi pubblici da parte delle varie associazioni dei consumatori nessuno se ne preoccupa. Ed è sbagliato.
        Le Associazioni dei Consumatori sono fallite per due ordini di ragioni. La prima è stata quella che nell’impossibilità di queste associazioni di sostenere i costi delle loro strutture le stesse hanno
preferito restringersi a tavoli di concertazione con le aziende, con costi a carico delle stesse, e quindi ponendosi in una posizione debitoria che spesso ha portato ad accordi più favorevoli alle aziende che agli utenti.
        La seconda è che in molte associazioni ha prevalso la presenza degli avvocati, inizialmente volontari poi sostituiti da professionisti che hanno aumentato il loro portafoglio di avvocati trasformando un movimento di denuncia in un movimento di cause, che costano e di cui gli avvocati ne ricavavano compensi.
        Ma vediamo un poco in questo periodo invernale le bollette del gas. Ne prendiamo a caso una dell’ENI Gas. La prime due cose che ci colpiscono.
        La prima riguarda la periodicità variabile delle stesse. Questa addirittura riporta i consumi del gas da agosto a dicembre. Veramente assurdo.
        La seconda cosa, molto più grave e lesiva degli interessi economici degli utenti è che la lettura finale dei consumi non è quella del contatore (telelettura) ma una stimata da parte dell’azienda che verrà corretta poi nella bolletta successiva. Vuol dire che l’azienda si appropria di una cifra che oggi il cliente deve pagare che poi verrà in parte scalata nella fatturazione successiva, ma in tanto l’utente i soldi li sborsa adesso con vantaggio per l’azienda. Sarebbe strano che una legge permetta questo trattamento: pago di più di quanto ho consumato e la telelettura non è rispettata.
        Troviamo poi la voce “Spese per la distribuzione e il trasporto del gas naturale e la gestione dei contatore”E’ una spesa che cresce in proporzione della quantità di gas utilizzato E l’ammontare di questa spesa è sempre di pochi euro in meno del costo dei mc di gas utilizzato.
        Ora possiamo dire che il costo di gestione del contatore cresce con il consumo del gas ? Assolutamente no sia tecnicamente, sia amministrativamente.
        Possiamo dire che il costo di distribuzione cresce con l’aumento del consumo ? No perché le tubature non si consumano di più se passa un metro cubo di gas o 100 metri cubi, ne la forza del pompaggio aumenta perché è proporzionale al percorso
        Infine il costo del trasporto: il 15 % del gas italiano viene attraverso un gasdotto che va da Melitar(Libia) fino in Sicilia. Ora la quota di ammortamento del gasdotto è una quota fissa e la manutenzione non aumenta per una quantità maggiore o minore immessa,
        L’Arera, un ente che dovrebbe controllare il tutto, forse era distratta e non si è accorta che le aziende che gestiscono il gas metano spostano a carico degli utenti costi che dovrebbero gravare sul loro bilancio, stante la proprietà della rete, poiché la manutenzione mantiene il valore della rete.
        Il nostro che fare è semplice.
        Siamo abituati a sentire le giustificazioni delle grandi aziende che hanno utili astronomici e spesso abbiamo visto i cadoù che nelle festività colgono occasione di dare alla stampa o alle Tv o alle Radio.
        Ci rimane solo di denunciare su internet le stratosferiche bollette mandate e chiedere ai partiti che sono al Governo di aprire una indagine sulle attuali norme che governano il settore del gas e della luce per difendere gli utenti dai molti abusi.
        E ricordiamo a tutti che con il voto di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia il prolungamento al 2022 del regime di tutela è decaduto e da luglio circa venti milioni di famiglie saranno alla mercé di un mercato che non è un libero mercato, ma un mercato senza regole, si perché la libera concorrenza deve avere regole che mettono alla pari le parti.