Elettori italiani, vi ricordate appena due anni fa il successo che avete dato alle ciarle favolose del teatro di Grillo a cui avete dato il 33% di voti. E poiché erano “ciarle” una volta diventati maggioranza al Governo i Grillini hanno dimostrato come quelle denunzie e quelle soluzioni proposte erano irrealizzabili, anzi dannosi per il Paese. Oggi il nuovo Grillo, ovvero Salvini, sta spargendo le
sue “ciarle” in Italia, promettendo a tutti che i problemi individuali e collettivi verranno da lui e dalla Lega risolti se vinceranno le elezioni in Emilia e Romagna e Calabria e poi quelle nazionali.
Coincidono con Grillo e i 5 Stelle, anche la percentuale di consenso attuale di Salvini e Lega, 30-33%. La sola differenza fra Grillo e Salvini è che il primo si rivolgeva agli elettori come un predicatore di sogni del no e il secondo come uno che conosce e ha fatto mille lavori, proprio lui che in vita sua ha fatto solo il politico dentro Via Bellerio.
Ma dopo la vittoria in Abruzzo, in Sardegna, in Molise,in Umbria, che cosa è cambiato in queste regioni? Solo i gruppi al potere, ma per gli elettori non è cambiato nulla perché a parole si può promettere l’impossibile, che non si può realizzare perché fuori della realtà in cui viviamo e che si può cambiare in meglio solo con la pazienza rivoluzionaria che parte dal reale esistente non per distruggerlo ma per modificarlo in base alle reali necessità del presente creando un futuro, giorno dopo giorno, migliore.
Tutto questo non era nelle denunzie e promesse di Grillo come non è nelle promesse e denunzie di Salvini. Occorre guardare anche ai componenti dei loro partiti, espressione di improvvisazione o di tendenze di potere assoluto.
Il partito di Grillo, i Cinquestelle, aveva persone totalmente impreparate a compiti di governo del territorio locale e del Paese, che sull’onda delle belle favole rappresentate da Grillo si sono ritrovate a governare l’Italia.
Il partito di Salvini, la Lega, è addirittura peggio. Non solo impreparazione, ambizione, arrivismo, ma anche una componente di totalitarismo, che vede negli oppositori nemici da mandare, prima o poi o al confino o farli tacere con la violenza come accadde circa 100 anni fa al coraggioso Giacomo Matteotti. Nella Lega inoltre è presente razzismo e intolleranza gretta nella ricerca del potere e della sua gestione.
Se si va a comprare un qualcosa, non si sta a sentire le sole parole ingannevoli del venditore, ma si guarda alla cosa che si deve comprare e alle sue caratteristiche e ai suoi risultati nell’uso e nel consumo.
Così l’elettore avveduto deve selezionare promesse e critiche del politico in base ai risultati raggiunti dove comanda. Abruzzo, Umbria, Sardegna ecc, dove Salvini con FI e FdI hanno ottenuto il governo e non hanno risolto o cominciato a risolvere i problemi presenti, anzi i problemi di prima sono spesso stati o dimenticati o aumentati.
Ci pensino gli elettori dell’Emilia-Romagna e della Calabria in cui si stanno per svolgere le elezioni regionali, il voto sbagliato oggi o l’astensione qualunquista, può solo renderli corresponsabili del disastro di questa nostra Italia.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
