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giovedì 23 gennaio 2020

#politica #elezioni - Emilia Romagna patria del socialismo.


        L’Emilia-Romagna si può dire che è stata la patria del socialismo italiano. Pietro Nenni, Bruno Buozzi, Fernando Santi, Camillo Prampolini sono nomi socialisti più noti di questa terra. Ma è anche stata la patria del fascismo con Benito Mussolini, nato a poca distanza dal paese dove è nato Nenni.
         Nenni e Mussolini erano amici che per alcuni anni hanno percorso la stessa strada socialista, poi Nenni ha scelto di continuare a combattere per gli sfruttati, contro gli sfruttatori, agrari e borghesia dell’epoca, mentre Mussolini ha scelto di seguire la strada della conquista del potere, aiutato e sostenuto finanziariamente, proprio da quelle classi che Nenni considerava “sfruttatrici”.
        Mussolini ha prima gettato l’Italia e gli Italiani in una guerra che ha causato un milione e passa di morti, fame e sofferenze per poi, sfiduciato dal Gran Consiglio Fascista, ha tradito l’Italia accettando di affiancare la Germania di Hitler ( nazismo) con un minimale esercito che i nazisti con disprezzo utilizzavano prevalentemente per le stragi di italiani.
       Nenni invece scelse il carcere, le botte, il confine per continuare il cammino del socialismo italiano che dall’ottocento in poi, con società di mutuo soccorso e con cooperative ha aiutato gli sfruttati a trovare una difesa ed un riscatto.
       Domenica gli emiliani e i romagnoli voteranno non per due soli nomi ma per scegliere fra la strada mussoliniana perseguita da Salvini o per la strada del socialismo libertario e democratico che Nenni, Buozzi, Santi e una schiera lunga di compagni hanno tracciato e difeso e che continua con Bonaccini, Presidente Regionale uscente.
      La sua rielezione o la sua sconfitta ci dirà se l’Emilia Romagna vuole continuare nella tradizione libera e democratica del socialismo o scegliere la strada mussoliniana che ha portato e porta al disastro politico ed economico.