Salvini
e Berlusconi hanno una grande faccia tosta per dire “Noi difendiamo
la famiglia”.
La
loro vita non è certo un esempio. Tutti e due divorziati.
Berlusconi e Salvini poi sono fondati assertori della poligamia
maschile incompatibile con la “famiglia”.
La
“famiglia”, qualunque tipo di “famiglia”, si difende con la
comprensione, il rispetto reciproco, l’unità sessuale e dove vi
sono, la cura dei figli che non sono proprietà dei genitori, ma sono
persone che hanno il diritto di essere allevati, nutriti, curati e
rispettati dai genitori che hanno il dovere di adempiere a questi
diritti dei figli, sempre.
Ora
il divorzio, se in alcuni casi estremi è una necessità, non
dovrebbe essere abusato.
Cosa
che invece avviene spesso, perché le parti contraenti pongono al di
sopra degli interessi dei figli, il proprio interesse personale
sessuale o economico o introspettivo. I coniugi dovrebbero avere
presente in primo luogo il trauma che il divorzio causa sempre ai
figli.
Ora
andare a raccontare la menzogna di difendere la famiglia a Bibbiano
da parte di Salvini, Berlusconi è uno schiaffo al dramma di quelle
famiglie che per ragioni di povertà, o di comportamenti aggressivi
nei confronti dei figli o di abbandono da parte dei genitori, o di
violenze fra i coniugi, vengono affidati a comunità o a persone dove
devono essere protetti ed allevati.
Nessuno
può negare che il sistema di affidamento non abbia avuto, in tutte
le epoche e in tutti i paesi, grandi falle. Così come l’adozione,
specie se motivata da necessità psichiche degli adottanti, spesso
aggrava i drammi degli adottati.
I
giudici dei Tribunali dei Minori, così come della maggior parte
degli assistenti sociali, ne sono consapevoli e nel loro operare
cercano, in base alla legge astratta, di applicarla con scienza e
coscienza.
Errori,
abusi e simili fanno parte delle imperfezioni della società dei
viventi e che ricadono su degli innocenti, purtroppo.
No, Berlusconi e Salvini non sono ne esempi, ne degni di parlare della
“famiglia”, in una città che ha vissuto una speculazione
politica per un paio di casi di affido errati.
Ma anche i magistrati
della Procura montando un indagine scalpore che doveva essere
riservata a tutela dei minori, non hanno dimostrato quel senso di
equilibrio e di delicatezza che l’indagine richiedeva e nominando
l’indagine “Angeli e demoni” hanno inconsciamente dato un
giudizio prima di raggiungere le prove. Prove che il tribunale ha
confermato solo in un paio di casi.
