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mercoledì 22 gennaio 2020

#politica Berlusconi e Salvini a Bibbiano per difendere la famiglia ?


     Salvini e Berlusconi hanno una grande faccia tosta per dire “Noi difendiamo la famiglia”.
      La loro vita non è certo un esempio. Tutti e due divorziati. Berlusconi e Salvini poi sono fondati assertori della poligamia maschile incompatibile con la “famiglia”.

        La “famiglia”, qualunque tipo di “famiglia”, si difende con la comprensione, il rispetto reciproco, l’unità sessuale e dove vi sono, la cura dei figli che non sono proprietà dei genitori, ma sono persone che hanno il diritto di essere allevati, nutriti, curati e rispettati dai genitori che hanno il dovere di adempiere a questi diritti dei figli, sempre.
        Ora il divorzio, se in alcuni casi estremi è una necessità, non dovrebbe essere abusato.
        Cosa che invece avviene spesso, perché le parti contraenti pongono al di sopra degli interessi dei figli, il proprio interesse personale sessuale o economico o introspettivo. I coniugi dovrebbero avere presente in primo luogo il trauma che il divorzio causa sempre ai figli.
        Ora andare a raccontare la menzogna di difendere la famiglia a Bibbiano da parte di Salvini, Berlusconi è uno schiaffo al dramma di quelle famiglie che per ragioni di povertà, o di comportamenti aggressivi nei confronti dei figli o di abbandono da parte dei genitori, o di violenze fra i coniugi, vengono affidati a comunità o a persone dove devono essere protetti ed allevati.
        Nessuno può negare che il sistema di affidamento non abbia avuto, in tutte le epoche e in tutti i paesi, grandi falle. Così come l’adozione, specie se motivata da necessità psichiche degli adottanti, spesso aggrava i drammi degli adottati.
        I giudici dei Tribunali dei Minori, così come della maggior parte degli assistenti sociali, ne sono consapevoli e nel loro operare cercano, in base alla legge astratta, di applicarla con scienza e coscienza.
        Errori, abusi e simili fanno parte delle imperfezioni della società dei viventi e che ricadono su degli innocenti, purtroppo.
        No, Berlusconi e Salvini non sono ne esempi, ne degni di parlare della “famiglia”, in una città che ha vissuto una speculazione politica per un paio di casi di affido errati. 
        Ma anche i magistrati della Procura montando un indagine scalpore che doveva essere riservata a tutela dei minori, non hanno dimostrato quel senso di equilibrio e di delicatezza che l’indagine richiedeva e nominando l’indagine “Angeli e demoni” hanno inconsciamente dato un giudizio prima di raggiungere le prove. Prove che il tribunale ha confermato solo in un paio di casi.