Finalmente
si è ampliata la comprensione del problema libico nei media. Pochi
sono rimasti inchiodati agli schieramenti. Oggi un primo tavolo in
cui la UE può riprendere un ruolo di guida, se avrà una politica
condivisa unitariamente, e se saprà sciogliere i tre nodi o errori
fondamentali.
Primo
nodo: in Libia di fatto esiste a Tripoli il governo insediato qualche
anno fa dall’ONU quando la situazione territoriale era diversa,
come diversi i rapporti USA – Russia, governo che oggi controlla
solo il 15% o forse meno del territorio e ha un consenso ancora
minore della popolazione che vi abita ed è infiltrato da bande
mafiose e milizie Isis che sono la legge e l’esercito. Ma in
Libia in questi anni si è formato a Tobruk un altro governo, che
ormai ha il controllo di oltre l’ 85% del territorio con il
consenso delle popolazioni e tribù locali che lo supportano
militarmente. Occorre decidere non spaccando il territorio in due ma
avviando un rapido processo costituente libico che nomini in base
alle popolazioni rappresentate un governo unico.
Secondo
nodo: l’area marittima antistante la Libia, allargata oltre le
miglia marine internazionalmente riconosciute all’epoca di Gheddafi
(con il tacito assenso del governo italiano dell’epoca), allo scopo
di preservare non tanto la pesca ma il fondo marino ricco di gas. Occorre
che i limiti marini ritornino a quelli internazionali, lasciando alla
Libia un prelazione sulle eventuali ricerche.
Terzo
nodo: Fermare il bullismo della Turchia costringendola al rispetto
sia delle norme internazionali sulla sovranità marittime(vedesi
proteste Grecia, Egitto, Cipro), sia impedendole di mandare armi,
navi da guerra e milizie turcomanne in Libia facendo rientrare
investimenti finanziari europei e dei paesi arabi nella Turchia, sia
sospendendo temporaneamente la partecipazione della Turchia alla
Nato, fino alla possibile creazione di un blocco navale europeo e
Nato nelle acque attualmente e illegalmente dichiarate mare
territoriale libico.
Senza
almeno ad iniziare a risolvere questi tre problemi a Berlino, si
sarà solo perso tempo e causato una instabilità in tutti i paesi
che si affacciano sul Mediterraneo e dell’ Europa.
