Powered By Blogger

Translate

domenica 19 gennaio 2020

#Roma#smog#ambiente -Curare @Roma dallo smog


 Ogni città e ogni località ha uno smog prodotto da specifici fattori. Roma ha il suo smog invernale più alto perché prodotto dai riscaldamenti centrali funzionanti a petrolio, a cui segue lo smog di sempre prodotto dai vecchi mezzi di trasporto pubblico e dagli automezzi Ama, e infine dai furgoni e camion e pullman di oltre quindici anni che circolano nella città intasando vie ed appestando l’aria, infine da auto vetture che raggiungono oltre i vent'anni.

        Come si vede combattere lo smog richiede tempo e più provvedimenti distinti.
        Per gli impianti di riscaldamento può essere emanata un ordinanza che prescriva la trasformazione dell’alimentazione a gas per ottobre di quest’anno, dato che per la maggior parte della città è possibile una realizzazione rapida.
        Per gli automezzi di trasporto pubblico il problema è più lento sia per la trasformazione dei mezzi in GPL, sia per la necessità di rinnovare il parco con più moderni mezzi a trazione elettrica che in Europa sono prodotti e venduti, con soddisfazione dai paesi acquirenti, da una impresa cinese. Analogamente lento sarà la sostituzione e/o adattamento dei mezzi Ama.
       Più immediata è l’azione per furgoni, camion, pullman, che un ordinanza può inizialmente ordinarne il divieto per quelli più anziani di quindici anni, per tre giorni lavorativi alla settimana e per i Pullman dei turisti l’obbligo di non girare per la città se non per lo scarico dei passeggeri e relativi bagagli e la loro successiva ripartenza.
        Purtroppo per le vetture private ultra quindicinali, sia anche con impianto GPL, occorre limitarne inizialmente il traffico per un paio di giorni lavorativi alla settimana o limitarne la circolazione, per favorire i cittadini più anziani, alla sola circoscrizione di residenza. Poi con il Governo concordare, cosa che interesse l’intero territorio italiano, aiuti economici per rinnovare progressivamente il parco auto.
        Ai fanatici dell’auto elettrica si propone il seguente indovinello: con quali centrali si produrrà l’energia elettrica necessaria, se le attuali centrali esistenti in Europa basteranno, e in quanto tempo potranno essere costruite le nuove centrali integrative che non usino idrocarburi o carbone.