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lunedì 29 luglio 2019

#politica#mafia# - L'ingiusta critica di @Rita dalla Chiesa a @Saviano

E vero che quasi sempre non c’è una trasmissione di pensiero fra genitori e figli. Ma i figli che sono stati segnati dalla perdita di un genitore assassinato per aver adempiuto al proprio dovere di fedeltà allo Stato ed essere conseguente alla propria morale di onestà e di aiuto al prossimo, sono coloro che sentono di più la necessità di seguire i sentieri tracciati dai genitori.
Ma purtroppo non sempre è così !
Roberto Saviano è un giovane che da anni vive isolato sotto scorta e con una condanna a morte decisa dalla mafia che non scorda. come diceva il Generale dalla Chiesa “ La mafia è cauta, lenta, ti misura, ti ascolta, ti verifica alla lontana “.
Non è bello vivere sotto scorta quando sai che la mafia ti ha condannato a morte e magari  minaccia anche i tuoi famigliari.
Lo hanno provato e lo provano in tanti, un sentimento che non è di paura, ma di attesa consapevole di essere un condannato a morte a breve. Un sentimento che acuisce i tuoi sensi e il tuo impegno di lotta. Tanti sono i nomi da ricordare: dalla Chiesa, Boris Giuliano, Piersanti Mattarella, Cesare Terranova, Pio La Torre, l’avvocato Ambrosoli, Falcone, Borsellino e tantissimi altri. 
Una vita di sacrifici per essere fedeli ai propri doveri.
Anche gli uomini di scorta di un personaggio condannato dalla mafia vivono una vita di sacrifici. Gli uomini della scorta conoscono tutto dello scortato e a poco a poco si forma una simbiosi fra scortatore e scortato molta bella, che azzera ogni paura e rende gli scortatori più consapevoli di se stessi e della missione che hanno e come lo scortato anche loro pagano il prezzo di perdere una parte del contatto con la famiglia: non si può parlare con i famigliari di quello che si è fatto, di dove si è stati, di chi si è conosciuto, degli eventi vissuti e non sapere quando si può stare con il coniuge e i figli.
Se consideriamo Roberto Saviano, le scelte di vita che ha fatto e sta pagando, dobbiamo leggere attentamente i suoi scritti e le similitudini con gli scritti di altre vittime della mafia; dobbiamo capire i messaggi contenuti e non muovere accuse ingiuste e vergognose affiancate e plaudite da amici che a parole combattono la mafia, ma poi chiudono tutte e due gli occhi quando gli fa comodo per la loro carierà politica o per conseguire vantaggi economici.
Non ci stupisce che giornali e tv di Mediaset e giornali  mussoliniani offendano Saviano, se ci ricordiamo delle condanne di uomini di Mediaset e di esponenti della destra.
Ci stupisce invece che la figlia del Generale dalla Chiesa, Rita, offenda Saviano per il suo ultimo post su l’assassinio del carabiniere, un vero cattolico, Mario Rega Cerciello.
Ma che ha detto Saviano ? 
Quello che tutte le vittime che abbiamo ricordato, con altre parole e con analisi adeguate ai loro tempi, hanno detto. Che uomini di governo utilizzano dialetticamente una morte per trarne vantaggio politico. 
Cosa verissima in questo ultimo omicidio operato non da sbandati migranti, come immediatamente dichiarato. ma da boss della droga in lotta fra loro.
Di chi la responsabilità allora? Quanto tempo ha dedicato il Ministro degli Interni Salvini a studiare tutti i giorni con i vertici del Ministero le segnalazioni dei servizi e le segnalazioni territoriali sulla mafia ? Quanto tempo ha impiegato invece per fare i suoi giri elettorali e selfie per guadagnare voti?
Ecco, pensiamo che essere figli di impavidi funzionari dello Stato porti ad operare per seguirne l’esempio anche con sacrifici, come loro hanno fatto, e come ha fatto Nando dalla Chiesa rifiutando  rapporti con l’oscuro Andreotti.
Non si può essere amici di personaggi di certo lontani dall’esempio del Generale dalla Chiesa, altrimenti si è usati come manichini che coprono malefatte altrui.
E’ facile capire che si è sbagliato tutto, se prendiamo posizioni che riscuotono il loro plauso!
La strada che hanno percorso i martiri del dovere è una strada di sacrifici anche economici e di carriera che tanti figli con dignità hanno seguito.