Che bel clima si è respirato nelle manifestazioni del Primo Maggio in Italia! Finalmente i sindacalisti hanno parlato da sindacalisti. C’erano i pensionati ma anche tanti delle generazioni dei trentenni e quarantenni e cinquantenni, cioè di coloro che dovranno sostenere con il loro lavoro l’economia sociale dell’intero paese.
La CGIL un sindacato che sembrava perso, con Landini sta ripartendo, non con le querule parole della segreteria precedente, ma con una chiara ed essenziale linea di richieste che riguardano tutti i lavoratori. E ci auguriamo che a poco a poco vadano in pensione chi pensa che essere sindacalista è un impiego e non una missione.
Ora è il momento che, con i tempi necessari ma più brevi possibili, si giunga alla tanto necessaria unità delle tre organizzazioni che finalmente parlano lo stesso linguaggio.
La politica nazionale ha bisogno del confronto, non della cogestione governo-sindacato.
Sindacato e Governo hanno compiti diversi e con un governo di irrimediabili attori impreparati come quello attuale, le linee realistiche di un sindacato unitario, possono ben indicare agli elettori quali partiti sanno solo vendere propaganda elettorale e quali invece possono far conseguire agli italiani traguardi economici e sociali solidi per il presente e per il futuro, sia ai lavoratori sia alle imprese che in Italia sono per la maggior parte medie e piccole.
All’Italia occorrono Governi sani, senza indiziati di reato o incompetenti sui vari settori governativi, che non facciano solo sceneggiate con falsi litigi per poi abbracciarsi dietro le quinte.
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