Con la sua costituzione in Regione di Italia ha iniziato un cammino nuovo ma difficile dove gli eredi evoluti del banditismo hanno cercato di possederla per sfruttare non le testimonianze secolari, non l’agricoltura, non la pesca, ma il petrolio e il gas metano che sono ricchezza nella nostra epoca, ma che sono anche contraddizioni con uno sviluppo equilibrato del territorio e della salute dei suoi abitanti.
Così le elezioni attuali sono uno scontro fra progresso sostenibile e sviluppo distruttivo e riguardano non solo la Regione ma anche l’attuale mal governo nazionale.
Il Partito Democratico è la forza politica già sperimentata nel governo della Regione, che pur camminando lentamente, ha posto alcune fondamenta per lo sviluppo equilibrato delle ricchezze della regione e per un suo ammodernamento produttivo che porti lavoro.
E importante allora che questa forza di governo che ha una base storica popolare e democratica possa continuare e meglio sviluppare il lavoro iniziato.
Ha bisogno anche che non si sprechino i voti dei simpatizzanti progressisti dei cinquestelle, che in questa elezione non hanno alcuna possibilità di successo. A che serve votare qualcuno che non avrà peso politico? E’ meglio che si appoggi chi, pur non soddisfacendoci, è più vicino agli ideali di progresso equilibrato e democratico.
Occorre che tutti vadano a votare. Chi non vota, vota di fatto per il partito di cui non condivide ideali politici e morali.
La coalizione di Salvini, Berlusconi e simili, punta alla conquista dell'oro nero per ripagare i gruppi che li sostengono. Forza Italia ormai è un appendice senza potere della Lega salviniana. Dare un voto a FI è dare un voto a Salvini e ai conquistatori scesi dal nord che vedono la Basilicata come la fornitrice di gas e petrolio per la Lombardia e il Veneto, regioni a cui andranno utili e lavoro.
Il "generale" candidato non ha esperienza sui problemi regionali e costituisce il paravento dietro cui comanderanno e guideranno la Regione altri “compari”.
Il Movimento Cinquestelle difende in maniera squilibrata anche per l’impreparazione tecnica e politica dei suoi componenti, valori condivisibili, ma affossa dogmaticamente realtà economiche moderne che possono dare lavoro e benessere. Inesperienza e il fumismo di promesse elettorali irrealizzabili, constatato a livello nazionale e locale, lo portano ad essere solo il partito degli eterni scontenti, non coerenti neanche fra loro.
