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giovedì 21 marzo 2019

#politica #elezioni @Basilicata Nel voto di Domenica il futuro della Regione.

Domenica gli elettori della Basilicata possono riprendere un cammino di trasformazione e di progresso già iniziato da alcuni anni. Un cammino che ha visto errori e positività, che ha bisogno della paziente ma continua ricerca di crescita del lavoro per tutti perché tante sono le opere da realizzare incominciando dallo sviluppo delle reti di comunicazione stradali, ferroviarie ed aeree che possano dare sviluppo al turismo, all’agricoltura e alla pesca.
Occorre però andare a votare perché chi si astiene fa il gioco dei pochi; un generale candidato ( che forse ci potrà spiegare perché chi va in pensione col grado di tenente colonnello diventa generale), un grillino che non ha esperienza di governo ne una squadra adeguata, infine il PD con una squadra abbastanza convincente per continuate il lavoro incominciato.
Gli elettori hanno di capito che chi fa tante promesse prima del voto li”vuole fregare”, perché poi farà solo una centesima parte delle promesse, e tutto rimarrà come prima e peggio di prima.
Lo abbiamo visto con i grillini che sembravano puliti e decisi a far cambiare l’Italia. Poi al governo hanno dimostrato che le loro promesse erano fantasiose favole, che le trasformazioni  sociali non si realizzano dall’oggi al domani ma ci vuole tempo, tenacia, e occorre conoscere sperimentandola la realtà giornaliera. In compenso ci fanno vedere il loro forte “attaccamento alle sedie di governo”.
Lo vediamo con il sig. Salvini che fa fare il Ministro ai suoi vice perché è impegnato in una propaganda elettorale continua per conquistare elettori. Le idee della Lega sono poche, vecchie e respinte più volte dalla storia italiana. Salvini allora ha scelto la strada di firmare le leggi che il governo emana per poi dire agli elettori che lui non le voleva e che se fosse solo al potere non ci sarebbero e che lui “difende gli italiani”e intanto si fa fare un “prestito” di 40 milioni dallo Stato che rimborserà in circa 80 anni, come anticipo del dopo.
Salvini e Di Maio sono venuti in Basilicata facendo a gara di promesse.
Ma gli elettori della Basilicata ne hanno sentite tante nei secoli ma poche si sono concretizzate. Esempio è Matera per secoli con le “abitazioni grotte” che per farle scomparire è occorso l’intervento del PCI  sul governo DC che da anni prometteva il risanamento.
Come sempre il futuro è nelle mani delle persone presenti, aspettiamo di vedere come con il loro voto daranno il futuro alla Basilicata