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venerdì 4 gennaio 2019

#comunediRoma #politica Ancora su Ama e Atac

Roma continua ad essere “sozza”, i bus continuano ad incendiarsi , ma tutto questo sembra non interessare l’autorità giudiziaria.
Eppure la grande quantità di mondezza presente non solo presso i cassonetti ma anche sulle strade, sulle zone verdi, può causare, anche in periodo invernali, possibili epidemie. Sembra che fino a quando non c’è il morto l’AG non si possa muovere; incredibile ! Sembra quasi un episodio TV de “l’Ispettore Barnaby “, che risolve il caso poliziesco solo dopo tre o quattro assassini .
E parliamo di Atac che licenzia chi dice la verità sulla cura con cui fa manutenzione su i suoi mezzi, come l’ex autista Michaela Quintavalle.
Una delle cose più divertenti del “fuocobus” è che l’Assicurazione del Comune, con i soldi degli assicurati, paga senza fare indagini approfondite sulle cause e sul ripetersi degli incendi. Immaginatevi voi se assicurati presso il Comune, vi si incendiasse la macchina ogni sei mesi o un anno; non credo che al secondo incendio vedreste una lira di rimborso e investigherebbero su di voi per incendio doloso.
Se della incolumità dei cittadini e stranieri che viaggiano sugli autobus non è responsabile il Comune e le società che esercitano un servizio pubblico, vorremo sapere a che servono le norme del diritto amministrativo e del diritto penale, se da queste norme non si ricava violazioni palesi della concessionaria trasporti.
L’eccezionalità degli incendi dei bus, può essere verificata, come già dicemmo, presso le case costruttrici dei mezzi e magari affidare un indagine sul tipo di riparazioni fatte a tecnici non del Comune, stante il loro possibile legame con la società Assicuratrice Roma, ma presi da altre città, Milano, Torino ecc..
Non si può pensare che l’incendio di un bus sia una normalità di guasto, visto che i camion o i bus si incendiano con una rarità dello 0,5 per un milione annuo.
So che presso l’ Autorità Giudiziaria, vi è insufficiente personale per cumuli di processi, ma questo non deve precludere di aprire indagini su AMA e ATAC che operano in una metropoli di oltre quattro milioni di utenti e mettono a rischio la sanità urbana e la sicurezza del trasporto.
Di certo se AMA e Atac fossero private, sarebbero state aperte indagini sulle loro responsabilità.