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giovedì 15 novembre 2018

#partiti #politica @M5S -Come condizionare i propri parlamentari


         Negli anni precedenti la decurtazione obbligatoria del salario ai parlamentari del M5S da parte di Grillo, Di Maio, e Casaleggio, con la scusa di opere “benefattrici “, ha dimostrato che questo sistema rende docili e fedeli i singoli parlamentari.

        E quindi Di Maio lo ripropone in un momento che potrebbe vedere crescere dissidenti all’interno dei suoi parlamentari.
        Perché questo sistema toglie libertà ai parlamentari  e gli trasforma in zombi?
       Perché un parlamentare non può fare politica con uno stipendio da impiegato o quasi. Si è vero che vi sono tante facilitazioni tariffarie, ma quando un parlamentare va a visitare, e lo dovrebbe fare con continuità, i propri elettori allora non vi sono facilitazioni che tengano.
       Auto, benzina, albergo, cena o pranzo e poi tutti i “caffè” che spessissimo deve offrire agli elettori con cui parla e qualche volta li deve portare a pranzo o a cena con se per conoscere situazioni locali, le mance e inoltre deve mantenere una famiglia, la propria.
        Pensate che uno stipendio di tremila euro mensili possa bastare facendo tutti i mesi almeno una visita di una settimana ai propri elettori? 
        Sapete che non è così se siete lavoratori con famiglia che vivono con millecinquecento / due mila euro al mese. Sapete i tanti piccoli sacrifici che dovete fare per mettere da parte i soldi per la vacanza settimanale invernale o estiva.
       Così il parlamentare con il suo reddito ridotto non può andare dai suoi elettori se non quando lo manda, e dove lo manda, il Partito pagandone le spese.
       Così il parlamentare, specialmente se è un nome insignificante nel suo elettorato, perde la sua indipendenza che è anche dovuta alla sua capacità economica di muoversi e farsi conoscere confrontandosi con gli elettori.
       La sua rielezione è solo in mano al Partito; se il Partito non prende i voti sufficienti nel collegio del parlamentare, questi perde la sua carica che è di prestigio e sopratutto,come politico non conta più nulla.
       Ecco perché costringere i parlamentari a versare una quota sproporzionata del proprio stipendio è un modo di coercizione della loro rappresentanza degli eletti, si non la rappresentanza del Partito, ma solo e soltanto dei propri elettori come indica la Costituzione.
       Per fortuna che vi sarà sempre qualche ribelle che sfidando il ricatto economico e politico, ha la dignità di dichiarare che non è d’accordo con le azioni del Partito e coraggiosamente prende posizione.
       Il  Di Maio con i burattinai Grillo e Casaleggio, prima o poi vedranno aprirsi gli occhi dei loro elettori dopo tante promesse irrealizzabili e cadranno politicamente riprendendo ognuno il suo ruolo: di disoccupato, di attore, di piccolo imprenditore informatico.