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giovedì 15 novembre 2018

#politica #falsenotizie - Un modo di calunniare sul web

Un tipo di cecchino del web
           Come abbiamo indicato in un precedente post di questo blog, sul web fra le varie forme di utilizzo banditesco c’è quella dei “cecchini”” cioè blog o siti che con petulanza o con violenza cercano di colpire un determinata persona che vogliono spaventare o denigrare o  assoggettare a ricatti morali o materiali.

E’ l’applicazione del principio, “denigra, ridicolizza, calunnia, e qualcosa rimarrà nello spettatore o nel lettore” di cui Grillo, Di Maio, Di Battista e soci, ma non solo loro, anche giornali e spettacoli TV con grande successo applicano.
Fatta questa premessa non stupisce se anche sul web questo principio vile venga usato. Con un vantaggio rispetto allo spettacolo,: non si fa conoscere chi lo manovra.
            Tre sono i mezzi che usano: l’insulto squallido; la falsa notizia; il falso titolo.
Il falso titolo, cioè un titolo che lancia accuse che poi non sono giustificate nell’articolo che segue, è il mezzo migliore per colpire senza farsi cacciare dal web.
Da alcuni mesi ci divertiamo ad individuare i siti e i blog, che usano questa tecnica disonesta di disinformazione, stante il fatto che sul web si leggono maggiormente i titoli e poco gli articoli, spesso prolissi.
Vi è ad esempio un sito che perseguita con titoli mendaci un presentatore Rai, il sig Insinna attribuendoli colpe ed insuccessi che gli articoli che seguono non giustificano le accuse fatte. Persecuzione o ricatto ?
            Vi sono poi altri siti politicizzati online di notizie giornaliere, affiancati da siti  minori di sostegno, che amano colpire in maniera costante, con titoli dubbi o falsi, qualunque cosa facciano o dicano, determinati avversari politici:  innanzitutto le donne: le più colpite  Boschi, Boldrini, Keyenge, Fedeli, Argento;  poi alcuni politici come Renzi, Napolitano, Saviano, Lerner. 
            Interessante notare l’uso di un vocabolario che si ripete in questi titoli imbroglioni:  “lo stende”, “lo asfalta”, “sbrocca” che rivela anche una pochezza lessicale e forse mentale.
            Invitiamo tutti ad annotarsi i siti o i blog che usano questi due parametri: "Titolo catastrofico o insultante;  Articolo seguente, dove le calunnie e gli insulti non sono giustificati da fatti attribuibili al soggetto colpito o a sue dichiarazioni precedenti.
            Ma attenzione : cercate di non scambiare un ragionamento politico di analisi o deduzioni logiche da fatti reali, che sono sempre rispettabile anche se non condivisibili, con una montatura di fatti, atteggiamenti o parole dette  ! ! !