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venerdì 10 agosto 2018

#mondo #politica #religioni Argentina e laicità dello Stato




        Nelle ultime ore ci sono giunte notizie dall’Argentina su prese di posizioni del Parlamento sulla problematica dell’aborto.

        Penso che ogni popolo deve darsi la legge che ritiene giusta, ma la legge di uno stato è per sua natura laica.
       Su questo tema si è scritto tanto, ma quello che conta sono i risultati conseguiti dallo Stato Laico e i risultati conseguiti da uno stato confessionale.
        Oggi nel mondo vi è un lungo elenco di stati confessionali, dove le leggi sono sottomesse ai dettami di una religione.
        Abbiamo tanti stati islamici dove “la sharia” è legge dello stato.
        Abbiamo Israele, che è nato come stato laico grazie ai suoi illuminati fondatori, che oggi, da poco, si dichiara stato confessionale del popolo ebraico.
        Poi abbiamo in Europa tanti stati in cui prevale il cristianesimo e il cattolicesimo, che invece hanno raggiunto quasi dovunque la laicità dello stato.
       "Andreste a vivere in uno stato confessionale islamico o ebraico, se non siete religiosi o siete di altra confessione religiosa, oppure preferite vivere in uno stato laico ?"
        Non a caso gli stati confessionali, nella maggior parte dei casi, hanno sempre guerre in corso, spesso giustificate dal loro credo religioso. E vi sono, nella maggior parte dei casi , un mancato progresso con ingiustizie sociali aberranti.
         Credo che un giusto modo di legiferare deve tener conto di fenomeni sociali presenti nel paese.
         Ricordo il buon Fanfani e la sua sconfitta nell’epico referendum di tanti anni fa.
        E ricordo come una larga schiera di uomini di pensiero cattolico in Italia ha cercato di governare con molto laicismo, contrastati da altri uomini di pensiero cattolico che chiedevano una legislazione conforme alla religione.
         I fatti hanno dimostrato che lo stato laico, non è negativo per il progresso sociale ed economico dei cittadini.
        Mi auguro che gli argentini possano democraticamente decidere sulle loro leggi senza che vi siano guerre religiose.