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lunedì 4 aprile 2022

#politica #esportare la democrazia - La bugia: "esportiamo la democrazia " . Confezionata in scatole ?

  Viene attribuita a Lord Ismay, primo segretario della Nato questa frase.: “Scopo della Nato è tener dentro gli americani, fuori i russi e sotto i tedeschi”: Non possiamo più chiedergli se è vera o meno, ma i risultati confermano la frase, anche se “il tener dentro gli americani “ è diventato

“gli americani alla guida della Nato “ e si dovrebbe aggiungere, che la “guerra fredda” si è trasformata in  “la guerra delle instabilità locali “ che ha lo scopo di creare guerre locali o insurrezioni di qualunque tipo, per avere crisi economiche che mettano in difficoltà paesi con economia avanzata e concorrente, come accade adesso per l’Europa.

La “guerra fredda “ era nata al grido di  “combattiamo il comunismo “ o “combattiamo il bolscevismo” che avevano una certa oggettività storica per l’occidente.

Oggi la “ Guerra dell’instabilità locali “ ha cercato di conservare la fraseologia “combattiamo il comunismo” che però non esiste più; allora si cerca di assimilare la fraseologia alla visione delle forze progressiste. Ma operando in US un partito progressista borghese, che ha un alleanza con una grande platea di elettori popolari americani, si è voluto sostituire con “ portiamo la democrazia “ negli stati comunisti o di sinistra.  Ma si dimenticano di “portare la democrazia” negli stati loro amici che hanno dittature in vario modo articolate, ma sono convenienti partner economici per importazione ed esportazioni. Abbiamo in altri post citato le conseguenze degli interventi Nato nel mondo.

Noi europei sappiamo nella esperienza storica millenaria della nostra civiltà, come la democrazia non si importa dall’esterno, ma nasce dall’interno attraverso varie varianti sociali, economiche e formali.

Siamo stati noi europei che abbiamo perfezionato il sistema elettorale inglese del 1264 della Magna Carta, in un sistema esteso e semplificato, per l’universalità dei cittadini. Siamo noi europei, che abbiamo creato gli elementi base della democrazia  con la rivoluzione francese:” Libertà, Uguaglianza e Fraternità “. Noi, che abbiamo vissuto per secoli sotto sistemi monarchici autoritari e classisti di re, principi e granduchi e abbiamo subito la prima e la seconda guerra mondiale.

In fatto di democrazia ne sappiamo di più di tanti altri popoli, e  storia alla mano, sappiamo che quando gli stati europei hanno detto che conquistavano uno stato per portare “la civiltà e la libertà “ abbiamo portato solo un indegno sfruttamento chiamato “colonialismo”.

 Spagnoli, Portoghesi, Inglesi e Francesi, e in piccolo noi Italiani, abbiamo concorso al colonialismo cominciando proprio con la scoperta dell’America.

Per questo non crediamo a chi dice che “ vuole portare la democrazia e la libertà” in uno stato minore.

Ma oggi il colonialismo, che un tempo ha reso ricco lo stato colonizzatore, non rende più o meglio rende molto meno del globalismo commerciale che lo sviluppo delle comunicazioni con l’informatica, ha introdotto, permettendo un evoluzione tecnologica produttiva, mai così storicamente accelerata. Globalismo che aiuta la crescita della democrazia nei vari paesi per un maggior benessere collettivo con l’aumento produttivo e può, per un equilibrio economico più stabile, ridurre le differenze distributive del reddito nazionale e far nascere o consolidare la democrazia in loco.

Anche dai risultati dello sviluppo economico globale viene la conferma che dire: “ portiamo la democrazia e la libertà “ è solo e soltanto una bugia che solo i prezzolati possono sostenere.

L’Europa, se unita ed allargata a tutti i suoi stati, uscire, anche questa volta, più forte dalla difficile situazione in cui è stata coinvolta