Ma chi comanda veramente in Ucraina ? Dopo oltre un mese di guerra e distruzione e di vittime civili e militari di entrambe le parti, appare infaticabile ed eccellente l’attività del Presidente Zelenskyi nella comunicazione in particolare video con tutto il mondo.
Ad affiancarlo uno staff di tecnici dell’informazione che gli hanno anche permesso, alcuni anni fa, di essere eletto Presidente. Ci ricorda molto il Presidente Reagan, anche lui proveniente dal mondo dello spettacolo. Ma il tempo dedicato alla comunicazione cosi esteso presuppone che altri guidino l’esercito e provvedano a soccorrere la popolazione, contro un invasore molto ben fornito militarmente e strategicamente guidato secondo scopi ben precisi, per una guerra chirurgica.Ma chi sono coloro che guidano effettivamente il Paese? In una guerra non può esserci un direttorio ma deve esistere un comandante unico che dirige situazione militare e civile. Da un lato coordinando con i generali l’azione militare, i rifornimenti, i collegamenti e la reale situazione sul campo di battaglia momento per momento e in contemporanea la situazione dei civili nelle varie zone di combattimento, governando il sistema dei rifugi e dei relativi rifornimenti, e i corridoi di uscita della popolazione dalle zone di guerra.
Sarebbe democratico per il popolo ucraino sapere chi è il vero gestore della situazione, Capiamo che sia segreto come vengono riforniti i combattenti di munizioni e delle varie armi che o sono distrutte o che sono consumate, così come i collegamenti con sistemi satellitari esteri ma non c’è mai ragione di non conoscere chi dirige la difesa del paese.
E’ un mistero, così come è un mistero che i giornalisti, con la scusa della sicurezza dell’esercito ucraino, non sono ammessi sul fronte, ma solo sulle retrovie.
Non si sa nulla dei prigionieri russi fatti, ne dove si trovano, ne le condizioni a cui sono sottoposti, anche se vi è una convenzione internazionale che li dovrebbe tutelare.
Ma una buona propaganda distoglie da queste osservazioni e fa gridare agli sciocchi “evviva la guerra”, o che non si deve chiedere di trattare agli ucraini, perché è una guerra di resistenza.
Tuttavia, anche se la lotta degli ucraini è una guerra di difesa, la lotta della resistenza europea ai nazifascisti è stata tutta una altra cosa: per il tempo, circa cinque anni, per la ferocia e per le esecuzioni di civili per ritorsioni, per i campi di sterminio e per le esecuzioni di massa, come a Cefalonia dove oltre ottomila soldati italiani furono trucidati dai soldati tedeschi perché rifiutarono di passare al nemico.
