I Furbi e le sanzioni alla Russia, fotografati da Gioachino Belli Come al solito le sanzioni le pagano: il popolo sanzionato e le popolazioni dei paesi minori che attuano le sanzioni, con danni gravi alla loro economia e con la crescita della povertà e del divario economico.
In questi giorni scopriamo che BP inglese sta ancora in Russia e funziona, mentre Johnson, dai quattro capelli al vento, manda missili anti aerei, che qualcuno dovrà pagare, all’Ucraina.Trump, l’ex presidente eversore degli US, che il partito repubblicano non vuole far processare, amico e difensore di Putin, ha una serie di attività commerciali alberghiere in alcune località russe. Ne avete sentito parlare ? Hanno aderito alle sanzioni e hanno chiuso l’attività ? Mistero !
L’Italia ha due banche con grossi interessi in Russia e alcuni partner economici dai grandi affari. Ne sapete niente ?
La Francia e la Germania hanno ancora alcune imprese dirette o indirette che sono presenti in Russia e non hanno ancora chiuso i battenti. Chi ne sa qualcosa batta un colpo.
Il poeta G. Belli nell’ottocento ci descrive ben la guerra di ieri e quella attuale:
--- “Subbito che un sovrano della terra, crede che un altro gli abbia preso un fico, dice ar popolo suo: “Tu sei nemico der tale o del tar re; Fagli la guerra.” Er popolo per sfuggire la galera o qualche altra grazia che non dico, prende lo schioppo e veloce va in guerra. Così, per il capriccio di una corte, ste pecore ritornano alla stalla, con mezza testa e con le gambe storte. E con le vite, ci si gioca a palla con quella puttana della morte”--
