La sempre più drammatica e sanguinosa guerra di invasione dell’Ucraina, indigna sempre di più coloro che credono nella pace e oggi si adoperano di portare aiuti alle popolazioni colpite da questo dramma.
Anche se vi è stata una provocazione Nato, la risposta di Putin o di qualunque altro, con un aggressione militare non solo non è giustificabile ma è da condannare. L’unica guerra che si può giustificare è quella dei paesi aggrediti militarmente che hanno diritto a difendersi.Putin, a cui un potere troppo lungo pesa e distrugge le capacità mentali, ha cercato di ottenere un compromesso, fra le esigenze della Russia e quelle dell’ Europa, che sono sostanzialmente diverse da quella della Nato, Ma per un eccesso di ira, proprio di molti vecchi sclerotici, Putin ha commesso il primo sbaglio. Ha inviato un memorandum-diktat delle richieste, in parte legittime, per la sicurezza del suo paese. Ma ad un tavolo di trattativa diplomatica, non si presentano richieste diktat perché gli accordi si formano in base ad un gioco di dare e avere, il cui risultato dipende da molte variabili.
Avrebbe invece potuto nel frattempo cercare di ottenere da qualche stato dell’America Centrale o Meridionale, basi navali o aeroporti per la Russia, tali da costringere a far cessare o limitare la provocazione Nato in Europa e permettere una trattativa a parti eguali.
Altro errore, non aver tenuto conto che Biden non poteva perdere la partita, perché è per lui indispensabile recuperare lo svantaggio elettorale per le elezioni di metà mandato, qualunque cosa sarebbe successa. f
Putin avrebbe potuto difendere i territori delle due repubbliche russofone del Donbas con truppe russe schierate nei due territori e colpire le milizie nazifasciste (OVN.B) che hanno in questi anni fatto molte vittime e portato distruzione nel Dombas, attraverso sortite militari che non avrebbero causato malumori profondi perché la maggioranza della popolazione ucraina non approva queste milizie.
Altre variabili favorevoli a Putin e ad una trattativa diplomatica erano, sia l’arma delle forniture del gas all’Europa, sia attendere un rafforzamento dei rapporti di alleanza con la Cina che gli avrebbero dato un più forte potere contrattuale a livello internazionale.
Putin, da anziano travolto da un ira irrazionale, ha optato per una risposta violenta, sanguinosa e perdente: la guerra e l invasione di un paese fratello , con una popolazione di oltre quaranta milioni di abitanti. Uno sbaglio sciagurato che fa della Russia, l’aggressore e che come tale è da condannare.
Anche per larga parte della popolazione russa questa guerra non è condivisa, ne giustificata. Anche nel governo russo, fra i capi militari e vertici finanziari la guerra non è condivisa sia da un punto umano con una popolazione da sempre amica, sia per le conseguenze di vittime fra le proprie truppe e per le conseguenze economiche per il costo militare e per l’economia del paese. Per la prima volta una critica viene anche dai miliardari russi che come i miliardari americani, governano di fatto l’economia del proprio paese.
Ormai è finito per Putin il potere e il consenso della nazione russa. Breve è il periodo che resterà ancora al potere. Occorrerà per una transizione non dannosa al popolo russo, l’accordo fra militari, governo e miliardari russi per la formazione di un governo che non faccia gli stessi errori di Gorbaciov che porterebbero di nuovo miseria, povertà e divisione alla nazione russa.
