Prima o poi doveva accadere. La vasta schiera dei pentastellati eletti da italiani a cui è piaciuto essere gabbati dallo spettacolo, Grillo Tribuno sembra votarsi al suicidio politico-. Sembrano, ci si perdoni l’immagine, un branco di pecore e capre attaccate dai lupi, le pecore invece di scappare rimangono
ferme per la paura a farsi sbranare, le capre si difendono con zoccoli e corna e la paura non le immobilizza.Sanno gli eletti pentastellati, che alle prossime elezioni la maggioranza di loro rimarrà a casa e allora cercano una via di fuga che li dia una possibilità di rielezione. Pochissimi di loro hanno un seguito personale tale da garantire la rielezione.
Ecco allora che si spezzettano in un pulviscolo politico che non porta a nessun risultato. Oggi i partiti della destra li promettono mari e monti chiedendo in cambio di unirsi alla loro politica che per molti di loro è congeniale e prova di amore e fedeltà, chiedono di concorrere alla elezione a Presidente della nostra Repubblica del cav. “Berlusconi 85anni” meritevole anche come raccontatore di barzellette da varietà.
Sono i meno furbi e capaci che si comportano un poco come le pecore di cui sopra, scordandosi che “del doman non c’è certezza” .
Quelli più preparati politicamente( le capre) hanno capito che non è a destra che possono avere aiuto ma al centro e in particolare col PD in quanto possono rappresentare il centro di uno schieramento con la sinistra a guida Conte e Letta.e per questa strada possono, garantiti da Conte, tenere un elettorato del 15% circa.
Ma per garantire gli elettori occorre unità e anche serietà nelle proposte politiche avanzate.
Così anche se Berlusconi conta sui voti dei pentastellati dissidenti, a cui verrà versato la mancia, non è detto che li ottenga perché Grillo pur fuori gioco conta di essere determinante nella votazione presidenziale per ritornare a capo del movimento. Non sappiamo chi finanzia il giornale on line “ La notizia” ma sul taglio degli articoli sembra esservi la lunga mano di Grillo che critica l’alleanza con il PD e mette fuori gioco il suo avversario Conte, di cui è invidioso per le più complete e realistiche visioni politiche:
