Il web è come una piazza affollata da tante figure di ogni tipo. Il concetto di branco è quello che meglio si adatta a chi nell’anonimato si sente forte insieme a tanti anonimi come lui e che hanno l’incapacità di usare il proprio cervello nell’esaltazione di massa.
Basta che un soggetto abbia seguito, se lancia subdole accuse ad un altro soggetto, vedremo la massa che lo segue, come un branco di animali, lanciarsi in un linciaggio verbale vergognoso ma di cui il capo branco e i gregari sono orgogliosi.Così è stata organizzata l'aggressione web a Silvia Roggiani segretaria del PD partito avverso della LegaFenomeno analogo nelle piazze italiane nei giorni di festa e anche non, che si riempiono di giovani, italiani e stranieri(migranti) che cercano di dimostrare che contano e non sono degli emarginati sociali, così compiono atti di violenza che gli fanno scordare i sopprusi subiti a causa della mancata accoglienza socio-economica . E lo spirito di branco si esalta e si appaga come in una rivincita.
Lo sanno bene i nostri nonni o bisnonni del nord e del sud, che andarono all’estero per non morire di fame e che furono considerati come bestie da sfruttare e da allontanare dalla società.
Come mai, Benito La Russa e la sua famiglia benestante, non ricorda nessuno del sud, dove era radicata, che ha avuto questa esperienza ?
Una società civile non può permettere queste delinquenziali manifestazioni, sia sulle pazze sia sul web. Occorre prevedere, ma a nostra avviso già esiste, il reato di aggressioni e molestie di massa in piazza e sul web.
Si anche sul web, perché un dottore di plastiche, Alessandro Morelli, ora vice ministro della Lega, è di certo, doverosamente consapevole che riportare artamente una frase di un avversario politico e la sua foto, o il suo indirizzo o quello di famigliari, scatena la canea dei seguaci di. Alessandro Morelli .contro la vittima fotografata e indicata.
In questi fatti, particolare aggravante, sono le dichiarazioni di scuse e ritrattazioni, dei capi branco, seguaci della Lega o dei Fratelli di Italia (Fratelli di chi ?) che i magistrati non dovrebbero ritenere frutto di pentimento, ma dati i precedenti individuali, presa in giro della vittima e della legge.
Analogo è il comportamento dei capo banda sulle piazze, nell’accerchiare, infastidire o compiere azioni di violenza in particolare su donne, così come dei loro falsi pentimenti.
Occorre che leggi e magistrati siano più severi nel punire i capi branco, rispetto ai gregari.
Sarebbe utile una norma di legge che ammetta solo account con indicazione pubblica del nome e cognome dell’intestatario, verificato dal gestore web. Parimenti per le piazze, in caso di disordini o aggressioni, occorre l’identificazione di tutti i partecipanti con la pubblicazioni sul web del loro elenco.
Ora ci auguriamo che il vice ministro Alessandro Morelli così come i capi delle aggressioni del capodanno, abbiano una severa pena per i reati che hanno concorso a realizzarsi.
