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martedì 21 dicembre 2021

#politica #IraneOccidente --Nuova situazione iraniana

Per una nuova politica nel medio oriente     5--Le necessità dell’Iran sono cambiate.

Le forze afghane che ora guidano il paese hanno cambiato la situazione economica e sociale dell’Iran e avranno effetti anche sul potere in mano agli Allatoya. Il ritorno in Iran di oltre due milioni di iraniani e non, di religione sunnita, perseguitati in Afganistan, porta nuovi e grandi grandi problemi economici e

sociali sul paese dove accanto ad una borghesia di funzionari benestanti vi è una massa contadina, fedele agli Allatoya ma in condizioni economiche e sociali stentate. 

L’arrivo dei profughi aprirà  il fronte economico portando alla luce contraddizioni fra economia esistente e economia necessaria, aprendo il dibattito o lo scontro politico governativo e un cambiamento dei rapporti internazionali. Porterà altresì un restringimento delle spese per le centrali nucleari e delle spese di sostentamento dei gruppi sunniti esteri e invece dirigerà le spese per un rapido rafforzamento militare contro invasioni territoriali.

Per l’Iran sorge la necessità di rivedere le attuali alleanze anche in funzione di difesa dai vicini talebani e dall’Isise quindi stringere rapporti ulteriori con l’Iraq e la Siria e giungere ad un accordo con molti paesi del Golfo di religione sciita. Iran dovrà scegliere altresì se normalizzare le relazioni con l’occidente o viceversa con l’oriente cinese

L’alleanza turca si è già raffreddata dopo che ci si è accorti dei legami dei servizi turchi con quelli israeliani  e della precisione conseguente degli attacchi sabotativi sul nucleare nazionale e su i suoi ingegneri, così come la guerriglia turcomanna che colpisce Iraq e Siria mettendo in difficoltà interessi iraniani.

Sta all’occidente Usa e Europa e Russia, cogliere questo momento per riportare l’Iran, culla della civiltà europea, a concorrere con Siria ed Iraq ad una normalizzazione della regione  e tranquillizzare Israele contro pericoli sunniti e cercare di rimettere in  vita agli accordi di Oslo firmati da Peres, Arafat e Rabin, sottoscritti anche da Russia e Usa, ma dimenticati e una delle concause della instabilità medio orientale.

 Israele così potrà normalizzare la situazione attuale con la popolazione israeliana araba che è elemento di instabilità e  di costi vari per lo stato.